I social svolgono un servizio pubblico, pertanto vanno regolati

Twitter e gli altri social sono privati ma svolgono anche un servizio pubblico. Quindi non solo vanno regolamentati e disciplinati, ma anche tassati e sanzionati nel caso in cui violino le regole del servizio pubblico. La legge deve prevedere che, a fronte di un criterio di riferimento e dato percentuale di coinvolgimento di pubblico e sua entità, il social dismetta la propria natura esclusivamente privata, riferibile cioè esclusivamente a soggetto privato, e acquisti la soggettività pubblica – onori ed oneri – che, in quanto tale, risponde alla legge. La competenza rientrerà, a seconda dei parametri presi a riferimento stabiliti, nella legge di uno o di un altro Paese, o alla legge europea o internazionale di riferimento.

O si regolamentano i social con legge e li si fa rientrare, con i profitti, nella legge – nazionale statuale e internazionale, come potrebbe essere analogamente al Diritto internazionale marittimo – o ci si ritrova a vivere aberrazioni in violazione e contrarie al diritto. Come quella dello “spegnimento” e cancellazione del presidente, eletto e rieletto, degli Stati Uniti – Donald Trump – da Twitter e da tutti gli altri social, per mano di proprietari privati come Mark Zuckerberg e gli altri, “armati”, incoraggiati e “coperti” dagli avversari politici del primo. Cioè Joe Biden, Barack Obama, i Clinton e, chissà, l’intero Dipartimento della giustizia statunitense.

Il mondo è globale, la legge globale deve ricomprendere e prevedere la disciplina dei mezzi di comunicazione globali, quali sono i social oggi. Twitter esclude e spegne. Parler, quasi oggetto di una congiura, viene all’istante oscurato da colossi quali Amazon e Google con l’effetto a catena dei fornitori, terrorizzati economicamente di ritorsioni ed esclusioni commerciali. La legge è votata – in base al criterio della maggioranza – dalla politica. La politica deve legiferare e regolamentare, disciplinare i social nell’interesse pubblico di tutti. Per essere più chiari: le persone, i popoli, votano il Parlamento; il Parlamento compone e dà vita alle leggi espressione della volontà popolare; le leggi regolamentano i social privati, ma anche e soprattutto pubblici, in quanto svolgenti cioè un servizio pubblico.