È previsto per domani il lancio globale dei video brevi in formato verticale, dalla durata massima di 60 secondi, chiamati YouTube Shorts. Questo progetto, annunciato lo scorso settembre, era stato attivato solo per il mercato indiano per poi essere esteso in versione beta a 26 Paesi. Ora, la casa di Mountain View ha deciso di spingere sull’acceleratore e rendere disponibile questo nuovo format in ben 100 Stati, Italia compresa.

I video YouTube Shorts sono visualizzabili sulla piattaforma già da alcune settimane, ma solo in pochi avevano la possibilità di realizzarli. Con l’arrivo della beta, tutti gli utenti avranno la possibilità di accedere agli strumenti per la creazione di questi brevi filmati, tra cui troviamo la videocamera multi-segmento per unire più videoclip, la possibilità di registrare con la musica e il controllo della velocità. Altre novità degne di nota sono aggiungere un testo in specifici punti del video, campionare gli audio di altri Shorts e aggiungere i sottotitoli automatici.

YouTube, inoltre, ha intensificato i suoi rapporti con circa 250 grandi etichette e case discografiche, in modo da mettere a disposizione dei creatori di contenuti una vasta libreria di brani musicali, utilizzabili negli Shorts senza il timore di incorrere nei famigerati copyright strikes. Tra queste troviamo la Universal Music Group, la Sony Music Entertainment, la Warner Music Group e molte altre, i cui cataloghi saranno aggiunti nelle prossime settimane.

È evidente la volontà di YouTube di accedere al panorama delle app e piattaforme che offrono questi contenuti veloci e di facile fruizione, la cui popolarità è esplosa negli ultimi anni. Il paragone con gli Instagram reels – lanciati l’anno scorso – e il colosso cinese TikTok è immediato, anche se la casa di Mountain View mette sul tavolo una possibilità molto interessante per i creator: potranno aggiungere negli Shorts spezzoni audio e video provenienti da altre clip presenti sulla piattaforma, un’opportunità che mette a disposizione dei creativi una banca dati immensa e una fonte d’ispirazione pressoché inesauribile.

A tal proposito, YouTube sta anche valutando nuovi metodi di integrare questo nuovo format con i video più “tradizionali”, rendendo possibile per esempio risalire alla clip originale e alla persona che l’ha realizzata partendo da uno spezzone contenuto nello Short, o compiere il processo inverso, creando quindi uno Short iniziando direttamente dalla traccia audio di un video.

Infine, il colosso del web sta rivedendo le sue politiche di monetizzazione, in modo da applicarle anche ai nuovi video brevi e spingere i creatori di contenuti ad investire nella piattaforma. Il primo passo verso questa direzione è il Fondo YouTube Shorts, dal valore di 100 milioni di dollari, che sarà distribuito nel corso del biennio 2021-2022. Dettagli precisi, compreso l’elenco di Paesi in cui questo fondo sarà disponibile, verranno diffusi nei prossimi mesi.

YouTube sembra puntare molto su questo nuovo format e ha tutte le carte in regola per poter combattere ad armi pari con i giganti che hanno dominato la scena di queste nuove forme di intrattenimento. La familiarità che gli utenti hanno con questa piattaforma, presente da molto più tempo di TikTok e Instagram, e la possibilità per i creator di essere remunerati potrebbero essere i due aspetti che riusciranno a spostare un’ampia fetta di pubblico che al momento si rivolge altrove.