Gli italiani e il metaverso: il sondaggio

Quanto ne sanno gli italiani di metaverso? L’inchiesta di Sensemakers, società di consulenza specializzata nell’analisi dei media e dei comportamenti digitali, valuta un campione rappresentativo della nazione sulla conoscenza, percezioni e aspettative di questo nuovo mondo virtuale. Il sondaggio ha evidenziato principalmente diverse aree di diffidenza e una decisa polarizzazione delle posizioni in base al sesso, all’età e al livello di scolarizzazione degli intervistati. Solo il 25 per cento degli italiani dichiara di sapere cosa sia il metaverso, percentuale che sale al 30 per cento tra gli uomini e scende al 21 per cento tra le donne. La fascia d’età più navigata a proposito è quella tra i 18–24 anni, mentre solo il 13 per cento degli over 65 conosce la materia dell’inchiesta. Il grado di scolarizzazione incide decisamente sulle percentuali del sondaggio: il 30 per cento di chi possiede un titolo di studio elevato conosce il metaverso, contro il 19 per cento di chi ha ricevuto un insegnamento di base.

L’interesse dei cittadini italiani verso il metaverso è più altro tra gli uomini (70 per cento), mentre concerne solo il 55 per cento delle donne. La maggioranza degli intervistati, pari all’80 per cento, ritiene che i principali rischi siano da individuarsi nella possibile fuga dalla realtà, immaginandolo come “rifugio virtuale” e possibile “sottrattore” di tempo e di attenzioni della vita quotidiana. C’è un sostanziale equilibrio tra gli italiani che considerano positivi gli investimenti delle aziende nel metaverso e quelli che preferirebbero vedere le imprese investire su “cose reali”. È da notare che, mentre i giovani ritengono che saranno i social network ad avvantaggiarsi maggiormente, per le classi di età più anziane i successi più significativi nel nuovo mondo virtuale saranno riscossi dai produttori di strumenti tecnologici. Secondo una buona fetta degli intervistati il metaverso amplificherà le disuguaglianze sociali (30 per cento) e aumenterà ulteriormente il potere dei Big Tech.

Solo il 14 per cento degli italiani pensa che questo spazio virtuale debba essere privo di regole, il 28 per cento vorrebbe che le regole fossero imposte dagli utenti, il 23 per cento dalle piattaforme tecnologiche e il 35 per cento dalle stesse istituzioni pubbliche. “Non ci ha stupito né la conoscenza del tema ancora in fase di consolidamento, né la forte polarizzazione in termini di interesse e apprezzamento da parte di giovani, maschi e alto scolarizzati”, commenta Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers. ”Alcuni segnali di diffidenza evidenziati dai segmenti femminili e più maturi non vanno tuttavia sottovalutati – aggiunge – soprattutto in un paese come il nostro dove il digital divide è ancora forte. Anche perché la percezione comune è che il metaverso potrebbe amplificare squilibri e diseguaglianze del mondo digitale proprio in una fase in cui l’attenzione delle aziende al purpose e ai problemi della vita reale è particolarmente alta”.