Twitter, Musk cerca una Exit strategy

La querelle tra Elon Musk e Twitter va avanti attraverso una serie di “cinguettii”. Si discute dell’acquisto del social network che il miliardario doveva rendere esecutivo per 44 miliardi di dollari. L’amministratore delegato di Tesla, dopo aver sospeso l’operazione, ha scritto sul social: “L’ufficio legale di Twitter ha appena chiamato per lamentarsi del fatto che ho violato la loro Nda (Accordo di riservatezza) rivelando che la dimensione del campione dei controlli sui bot è di 100!”.

L’imprenditore, che conta 92 milioni di follower sulla piattaforma, ha messo l’operazione in standby, in ragione dei cosiddetti account fantasma. Musk sostiene di non aver “ancora visto nessuna analisi che dimostri che la società di social media abbia account falsi inferiori al 5 per cento”. A questo punto, numerosi analisti sostengono che difficilmente Musk acquisterà Twitter. In effetti, la storia degli account falsi suona come una vera e propria Exit strategy. Eppure c’è ancora chi è convinto che si tratti solo di un tentativo per ottenere un prezzo migliore.

Anche in ragione dei titoli di Twitter che, al momento sono scambiati con uno sconto del 26 per cento rispetto ai 54,20 dollari per azione offerti da Musk. L’amministratore delegato di Twitter Parag Agrwal, anche se si attende la chiusura positiva dell’accordo, è preparato “a tutti gli scenari, per fare sempre quello che è giusto per Twitter”. Non esclude “decisioni difficili”. Un fatto è certo: se l’intesa dovesse saltare, Musk sarebbe costretto a pagare una penale da un miliardo di dollari. Frattanto, l’ad di Tesla ha deciso di rinunciare a un’accurata due diligence su Twitter per accelerare i tempi di chiusura dell’accordo. È possibile, data la posta in palio, che la disputa si trasformi in guerra e arrivi al cospetto di un giudice.