Gli Nft sbarcano su Spotify

La corsa alle opere d’arte virtuali non si ferma più. Gli Nft sbarcano su Spotify, la piattaforma di streaming musicale più famosa del mondo. La sigla sta per Non-fungible token, ovvero “oggetti” virtuali non riproducibili. Ogni Nft è quindi un pezzo unico, proprio come un quadro o una qualsiasi opera d’arte reale. 

Volendo unire il mondo dell’arte con quello della musica, l’applicazione svedese ha confermato l’avvio della fase di test del progetto che permetterà agli artisti di mostrare i loro Nft in accompagnamento a brani e album. Questi “quadri” digitali sono accompagnati da un certificato di autenticità. E insieme al metaverso sono il trend tecnologico del momento. Per ora siamo in una fase preliminare dell’iniziativa ed è possibile vedere queste opere solo ad alcuni utenti Android negli Stati Uniti. Queste hanno incorporato un link con un rimando al negozio digitale OpenSea.

Per l’esperimento sono state usate delle “cavie” di prim’ordine. Si tratta del dj-produttore Steve Aoki e del gruppo The Wombats. Il primo, statunitense di origini giapponesi, classe 1977, ha fondato nel 1996 la sua etichetta discografica (la Dim Mak) e dal 2008, anno delle sue prime produzioni, è una delle colonne portanti della Electro house. I secondi sono un trio di Liverpool, senatori dell’indie rock che hanno preso parte al boom del genere nel primo decennio degli anni duemila. Gli Nft del disc jockey sono opere digitali create in collaborazione con altri artisti, mentre quelle dei Wombats sono studiate per il metaverso Sandbox. E potranno essere usate come avatar nel mondo virtuale.

“Conduciamo regolarmente una serie di test nel tentativo di migliorare le esperienze di artisti e fan. Alcuni di questi finiscono per aprire la strada a un’esperienza più ampia e altri servono solo come un apprendimento importante” ha spiegato Spotify. La galleria Nft si trova nella pagina ufficiale dell’artista sotto l’elenco dei brani. Cliccandoci sopra, è visualizzata la raccolta di opere da scorrere. Selezionandone una, se ne vedrà una versione ingrandita, oltre a una breve descrizione. Tramite il pulsante “Vedi altro”, si atterra sullo store OpenSea. Nelle scorse settimane anche Mark Zuckerberg ha confermato che gli Nft sarebbero presto arrivati su Instagram e Facebook, con la prima piattaforma che sta già sperimentando la novità sul mercato statunitense.

Anche se le iniziative per inserire le opere digitali nel mondo dei social network si moltiplicano, sia da parte degli artisti che degli amministratori delegati, il mercato collegato non sembra voler decollare. Secondo un recente report del Wall Street Journal, le vendite giornaliere di Nft sono calate del 92 per cento a livello globale (dalle 225mila di settembre 2021 alle 19mila di inizio maggio scorso). In discesa anche il numero di portafogli Nft attivi, ossia gli “album fotografici” personali dove visualizzare le opere che si possiedono: dai circa 119mila di novembre ai 14mila di fine aprile.