“La casa di carta”, dal 3 dicembre il capitolo conclusivo

La casa di carta è una delle serie non in lingua inglese più viste e sopravvalutate su Netflix. Le parti 3, 4 e 5 si classificano tra le posizioni più alte della Top ten globale. Un autentico fenomeno, giunto al capitolo conclusivo. Dal 3 dicembre saranno disponibili sulla piattaforma online i cinque episodi che chiudono la saga. “Una tempesta perfetta”, è così che Pedro Alonso, alias Berlino, spiega il successo planetario de La casa di carta. “Come si può chiudere una cosa così grande?”, si chiedono i milioni di fan in tutto il mondo. Se lo chiedono anche i protagonisti, attori che prima di conquistare i cuori con La casa di carta non erano volti noti. Cinque stagioni, appena quattro anni, per diventare da poco meno di un flop su Antena 3 a un fenomeno di costume mondiale, benché incomprensibilmente idolatrato, che porta la firma di una star delle serie tivù come Álex Pina, l’ideatore.

Alvaro Morte, il professore, lo scorso 5 maggio posta un video su Instagram dalla macchina con cui lascia il set e dice addio al personaggio che lo ha reso celebre nel mondo. “Sono grato per tutto questo. Ai fan prima di tutto ovviamente, a tutta la squadra e a te caro professore. Mi mancherà divertirmi così tanto con te. Grazie”. Oggi Pedro Alonso spiega ancora che a suo avviso uno degli elementi della fortuna è quello dell’amoralità dei personaggi: “È la naturalezza della fiction, perché bene e male sono due componenti della realtà, il mondo non si può spiegare in bianco e nero, il mondo è poliedrico, pieno di punti di vista che qui sono tutti contemplati senza un giudizio morale”. Amorale come il personaggio di Arturo Roman interpretato da Enrique Arce, l’attore spiega che è “il più odiato perché è il più vero. Gli altri sono supereroi, lui è umano. È tutto e il contrario di tutto e le persone ci si rispecchiano e per questo non lo sopportano”.

Mentre Belén Cuesta che interpreta Julia-Manila sottolinea “l’importanza di un personaggio come questo che fa vivere con naturalezza la transessualità anche in paesi dove non è così scontato”. Quanto alla sua morte, a Berlino non è sembrata per nulla traumatica: “Mi è sembrata una magnifica notizia la mia morte perché ridimensionava completamente la percezione pubblica del personaggio”, dice Alonso. Nel frattempo anche Tokyo (Úrsula Corberó) è morta. Ma dei problemi non se ne è risolto nemmeno uno, come spesso accade nella vita, e la serie si è trasformata in un film d’azione, anzi di guerra con effetti speciali e scene rocambolesche degne di 007. Il nemico è ancora in agguato all’interno della Banca di Spagna, ferito ma pericoloso come sempre. Affrontando l’ora più buia e la più grande sfida, la banda escogita un piano audace per ottenere l’oro senza che nessuno se ne accorga. A peggiorare le cose, il professore commette l’errore più grande della sua vita.