“Tomás Nevinson”, il libro colto e raffinato di Javier Marías

La grande letteratura può rappresentare i grandi dilemmi etici con una capacità di indagine e conoscitiva così profonda, grazie a narrazioni capaci di mostrare situazioni estreme ricorrenti nella storia umana. Infatti, a proposito dei rapporti tra la letteratura e la morale, il grande scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua in passato ha scritto il saggio intitolato Il potere terribile di una piccola colpa (Einaudi), in cui la dimensione morale della letteratura è analizzata in modo straordinario. Questa citazione appare pertinente e calzante, per chiunque abbia letto il libro del grande scrittore ed intellettuale spagnolo Javier Marías intitolato Tomás Nevinson, sempre edito dalla casa editrice Einaudi, in cui viene posto il problema se sia lecito commettere un delitto per sventare crimini di grande proporzioni. Nella prima parte della narrazione, Tomás Nevinson, che ha ricevuto una educazione all’antica, si interroga se sia possibile eseguire un ordine, visto che ha fatto parte dei Servizi segreti, che consiste nell’uccidere una donna.

Tomás Nevinson da uomo colto ricorda il modo come è avvenuta la condanna a morte di Maria Antonietta durante la Rivoluzione francese, di Anna Bolena e di Giovanna D’Arco. Uccidere significa che non resterà più nulla di chi è morto, che non potrà più partecipare alle vicende del mondo né esprimere idee né correggere e modificare i propri comportamenti. Nel film di Fritz Lang appare un cacciatore che nel 1939 ebbe sotto tiro con il suo fucile Hitler, prima che avesse inizio la Seconda guerra mondiale. Avrebbe potuto eliminarlo, e non lo fece il cacciatore, risparmiando alla umanità molte sofferenze. Questa premessa sul male che alcune persone per il ruolo che hanno nella società sono in grado di compiere e perpetrare, sempre che non siano per tempo neutralizzate con un’azione violenta, vale come preambolo colto alla storia che viene rappresentata nel libro di Javier Marías.

Dopo che è uscito dai Servizi segreti, ed in passato ha partecipato ad azioni temerarie per sventare grandi crimini, Tomás Nevinson a Madrid riceve la visita di Tupra, il suo capo di un tempo. A Madrid in Plaza de la Paja, seduti su di una panchina di pietra, tra Tupra e Nevinson avviene una conversazione profonda e molto bella sul piano letterario. Tupra, che da giovane ha studiato storia medievale nella prestigiosa Università di Oxford, osserva che la conoscenza della storia gli consente di conoscere gli uomini del mondo contemporaneo, che sono diversi da quelli del passato, visto che viviamo, afferma Tupra, tra gente civilizzata. Tuttavia, per il nostro mestiere nei Servizi segreti, noi possiamo in pochi secondi essere costretti a ricorrere alla violenza con maggiore frequenza della gente normale. Per Tupra è inverosimile il versetto dei salmi in cui è scritto che se il signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella.

Infatti, i Servizi segreti, che si basano su attività spesso moralmente deprecabili, la finzione, il tradimento, la ambiguità morale dei comportamenti, hanno il compito di assicurare la protezione e la difesa del regno e delle istituzioni democratiche di un Paese minacciato dai terroristi e da chiunque trami nel mondo occulto per seminare la morte e diffondere la paura e il terrore. Chi ha fatto parte dei Servizi segreti, una volta che si trovi al di fuori di essi, e questo è il caso di Tomás Nevinson, sperimenta il senso di inutilità e non accetta la propria condizione, poiché non può più intervenire nel mondo, produrre un effetto positivo come sventare grandi disgrazie e tragedie collettive. Per Tupra, aggiungere, aggiungere, è l’unica soluzione che rimane agli assassini di massa, siano essi militari, terroristi, ministri che dichiarano guerre superflue, oppure generali che danno consigli dissennati ai governanti. L’odio è contagioso, la crudeltà è contagiosa, la fede è contagiosa, specialmente nei casi in cui sfocia nel fanatismo che ottenebra la mente dei seguaci e degli epigoni delle organizzazioni terroristiche.

Continuando la conversazione tra di loro, dopo che si sono trasferiti all’interno di un bar di Madrid, Tupra nota che in seguito alla caduta del muro di Berlino, è mutato il ruolo dei Servizi segreti, poiché per dieci anni è svanita la sensazione di minaccia e di conflitto dominante durante la guerra fredda. Per chiarirgli quale compito sta per attribuirgli, Tupra cita il Macbeth di Shakespeare, dove si afferma che il serpente, simbolo del male assoluto, è stato schiacciato, ma non ancora ucciso, sicché è in grado di nuocere e produrre danni. Nel 1987 in Spagna, precisamente a Barcellona e a Saragozza avevano avuto luogo due attentati, provocati con delle autobombe. Il primo ai magazzini Hipercor di Barcellona aveva provocato la morte di ventotto persone e quarantacinque feriti. Nel secondo, dentro le caserme di Saragozza, le vittime furono undici e i feriti ottantotto.

Celebre è la foto che ritrae un militare che porta in braccio una bambina ferita in seguito all’attentato di Saragozza con un piede mutilato in modo atroce. Tupra informa Tomás Nevinson che in una città del nord ovest della Spagna deve identificare ed individuare una donna, Magdalena Orne O’dea, esponente dell’Eta, organizzazione terroristica legata a coloro che rivendicano l’indipendenza basca, che ha modificato la propria identità e vive, dopo essere sfuggita alla giustizia e non avere risposto dei suoi crimini, una vita normale da cittadina libera. Tupra ha tre foto che ritraggono tre donne che vivono nella città del nord ovest della Spagna, una della quali è la terrorista ricercata dai Servizi segreti, che deve essere neutralizzata e fermata e identificata, poiché potrebbe ritornare a prendere parte ad azioni terroristiche ed eversive.

All’inizio Tomás Nevinson esita e sembra essere paralizzato dalla indecisione, visto che dopo molti anni è ritornato a vivere a Madrid, città nella quale ha un lavoro presso una ambasciata e dove ha ristabilito i suoi rapporti affettivi con la moglie Berta, una colta docente universitaria di letteratura inglese, ed i suoi figli, che gli sono estranei, essendo cresciuti e diventati adulti in sua assenza, mentre per conto dei Servizi segreti britannici difendeva il regno, cercando di sventare le azioni terroristiche dell’Ira nel nord della Irlanda. Nel libro in molti punti viene delineata una distinzione storica e culturale molto importante tra l’Eta, con i baschi che si sono inventati la guerra sostenendo di essere stati oppressi dallo stato Spagnolo, e l’Ira, che invece ha visto contrapposti per anni i cattolici e i protestanti divisi in due fazioni, fino agli accordi sottoscritti a Belfast con il famoso agreement del 10 aprile del 1998. Nel libro il lettore troverà riflessioni degne di nota intorno al rapporto tra il tempo che scorre, l’odio delle persone che con gli anni si stempera ed attenua fino ad esaurirsi, e la giustizia, che comunque deve ed ha il compito di smascherare i responsabili di azioni terroristiche cruente ed atroci, che hanno causato la morte di cittadini inermi e innocenti.

Per Tupra, anche se i Servizi segreti non possono coltivare l’odio, né ricorrere a metodi mafiosi, devono e hanno il compito di conservare la memoria dei crimini commessi e perseguire i responsabili. Una volta arrivato nella città del nord ovest della Spagna, Tomás Nevinson acquista una nuova identità, divenendo un professore di letteratura inglese in una scuola pubblica con il nome di Miguel Centurion. È coinvolgente seguire nella narrazione come si sviluppa l’indagine di Tomas Nevinson per scoprire che sia la terrorista tra le tre donne sospettate in base alla indicazioni ricevute da Tupra.

Ines Marza, di cui Nevison diverrà l’amante occasionale, gestisce un ristorante nella città. Celia Bayo è un’insegnante collega di Miguel Centurion. Maria Viana, ai cui figli Centurion impartirà lezioni private d’inglese, è una colta signora, di buone letture, sposata con un ricco costruttore. In un punto del libro, viene menzionato il giudizio di uno scrittore anglo-cubano, Guillermo Cabrera Infante, secondo il quale tutti i terroristi che vengono considerati degli idealisti e dei liberatori, sono prima di tutto degli assassini di grande astuzia, dei mostri la cui mente è offuscata dall’odio e dal fanatismo. Tomás Nevinson è un libro colto e raffinato, con cui Javier Marías si conferma uno dei grandi personaggi della cultura contemporanea.  

“Tomás Nevinson” di Javier Marías, Einaudi 2022, 600 pagine, 22 euro