Il destino dei grandi Paesi è legato ai flussi finanziari. L’informazione può aiutare a comprenderne i meccanismi. Per queste ragioni, l’universo valutario e la macroeconomia sono oggetto di un approfondimento radiofonico. Trading Time è una striscia settimanale che, dal prossimo 4 settembre, alle 11, andrà in onda su Radio Italia Anni Sessanta. A spiegare a L’Opinione gli obiettivi della trasmissione è l’autore e conduttore: Fabio Venditti, 49 anni, originario di Sora (Frosinone) romano d’adozione, operatore finanziario che si occupa del mercato valutario da venticinque anni, teorico del “Take profit”.  

Com’è nata l’idea del programma?

È nata l’anno scorso. Prima della radio il format è andato in onda, per nove mesi, su Gold tivù e su un’altra emittente radiofonica. In seguito, ho ricevuto una chiamata da Radio Italia Anni Sessanta. L’idea della trasmissione è semplice: gli ascoltatori chiamano e pongono dei quesiti sull’andamento dei flussi finanziari. Io rispondo dando spiegazioni, consigli, suggerimenti.

Il mercato valutario è un universo complesso per il cittadino comune.

È assolutamente vero. Purtroppo tanta gente non conosce questo settore. Eppure, c’è chi si improvvisa “trader” sulle coppie valutarie e perde parecchi soldi.    

La macroeconomia incide sempre sulla vita di tutti i giorni?

Non c’è alcun dubbio. Ad incidere e a fare la differenza sulla quotidianità è sempre l’economia reale.

Euro versus dollaro. Un’eterna battaglia che determina i destini dell’economia globale. È realmente così?

Assolutamente sì. Perché il dollaro americano è la valuta più potente del mondo. Infatti, la coppia euro-dollaro è definita la “major”. Perché è la coppia che fa la differenza sul mercato valutario. Il dollaro statunitense è una divisa fondamentale per il pianeta. Perché tutto ciò che viene determinato in dollari si riflette sui mercati economico-finanziari del globo.

I movimenti del mercato valutario sono ciclici. Tendono a ripetersi nel tempo. Eppure è difficile districarsi in questo mondo.

Esistono delle teorie e delle tecniche basate sulle analisi cicliche molto interessanti. Certo, il mercato azionario ha un andamento ricorrente. C’è poco da fare. Per questi motivi è necessario conoscere il significato dell’analisi ciclica.    

Quanto è rischioso giocare in borsa i risparmi?

Se lo si fa da soli, senza conoscere i mercati, è decisamente rischioso. Anzi, esiste il pericolo di perdere subito tutto. Però, se ci si affida a operatori qualificati che ne conoscono le dinamiche, il rischio di bruciare i risparmi si riduce notevolmente.     

Esistono delle strategie vincenti nel mondo del trading?

Purtroppo, no. Non esistono teorie valide al 100 per cento. Non c’è una formula magica da invocare. Bisogna studiare e praticare l’universo finanziario. Il concetto che si aggancia a questa domanda è evidente: tutto ciò che appare logico nei mercati finanziari, in realtà è illogico. D’altro canto, tutti gli elementi illogici presenti nei mercati finanziari possono diventare logici.    

Quali sono i titoli che vantano una tendenza in crescita sul mercato valutario?

Sicuramente il dollaro americano. La divisa statunitense deve crescere moltissimo. Questa valutazione non è frutto di informazioni riservate. Lo sostengo in base al “Take profit” che riesco a calcolare, grazie al brevetto ereditato da un ingegnere di Sora. Cos’è il “Take profit”? Per essere profittevoli nel trading, oltre alle capacità di analisi, ogni “trader” deve anche essere in grado di decidere quando è il momento opportuno per entrare nel mercato: il timing d’ingresso e i livelli d’uscita dall’operazione.

Qual è il metodo della cosiddetta “marginazione” di cui lei parla spesso? In cosa consiste?  

Si tratta della proporzione su un conto trading. Se io sono titolare di un conto di 100mila euro, non posso pretendere di aprire delle posizioni pari a 100mila euro. Così rischio di bruciare il conto in una settimana. È sufficiente che il mercato sia contrario alle mie aspettative di 100 pips. Tecnicamente, cosa sono i pips? Misurano gli spostamenti o i movimenti che una valuta ha rispetto ad un’altra. La “marginazione” vuol dire che bisogna calibrare le entrate in proporzione alla disponibilità del proprio conto. Ad esempio, se io ho 100mila euro, preferisco aprire posizioni calibrate su mille euro. Magari ne apro dieci, venti, trenta. Vuol dire 30mila euro a fronte di un capitale di 100mila euro. Significa che 70mila euro fungono da “cuscinetto” e 30mila sono “operative”. In pratica, rappresentano il “margine”.