Crescita e competitività: intervista a Mario Crosta

Crescita e competitività”. Mario Crosta, direttore generale di Civibank, intervistato da L’Opinione, tra le altre cose, ha detto: “Con il piano strategico al 2023 abbiamo obiettivi di crescita e sviluppo mantenendo il Dna di banca per il territorio, vicina alle imprese e alle famiglie del Friuli Venezia-Giulia, ma allargando la nostra azione anche a regioni vicine”.

Dottor Mario Crosta il suo arrivo in Civibank (Banca di Cividale) da Piacenza, dove ricopriva la stessa carica di Direttore Generale nella storica banca piacentina, ha innescato a Cividale processi evolutivi che ancora oggi stanno facendo il loro percorso. Ce ne può parlare?

Sono processi che sono frutto di un lavoro di squadra e di una visione strategica che la Banca ha elaborato da prima del mio arrivo e ai quali sono felice di poter dare un contributo concreto. Con il piano strategico al 2023 abbiamo obiettivi di crescita e sviluppo mantenendo il Dna di banca per il territorio, vicina alle imprese e alle famiglie del Friuli Venezia-Giulia, ma allargando la nostra azione anche a regioni vicine. Inoltre, puntiamo moltissimo sul supporto al territorio grazie alla finanza agevolata e alla collaborazione con l’Ente regionale, nonché su partnership e collaborazioni con altre realtà, in particolare nel bancassurance e nel risparmio gestito. Lato processi, continua il percorso – parallelo alla banca di prossimità – di digitalizzazione: abbiamo in mente obiettivi importanti. L’avvenuta trasformazione in Spa e in Società Benefit dimostra la nostra capacità di realizzarli.

La Confindustria veneta lamenta la mancanza di banche territoriali, dopo la scomparsa di Vicenza e Veneto Banca, banche in grado di comprendere le esigenze delle locali Pmi. Voi state facendo la vostra parte con le aperture di Vicenza, Treviso… continuerete l’espansione?

Continueremo, in effetti abbiamo recentemente aperto una sede a Montebelluna ed entro il 2021 è prevista l’apertura a Padova. Il Veneto per noi è un territorio importante di sviluppo, in quanto vi abbiamo percepito una forte necessità di istituti di credito di media dimensione radicati e presenti nelle città. Il nostro obiettivo è essere la banca indipendente per il Nord-Est: quindi l’istituto autonomo che sta al fianco di famiglie ed imprese anche del Veneto.

La quotazione in borsa è un progetto nella vostra agenda?

In primis vogliamo tenere fede a quanto dichiarato nel piano strategico e raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Teniamo particolarmente a sottolineare che la trasformazione volontaria in Spa è un’evoluzione importante che ci darà la possibilità di essere ancora più di supporto nel finanziamento alle imprese e al sostegno alle famiglie. L’approdo in Borsa, in ogni caso, non è da escludersi, ma si tratta di qualcosa che vedremo più avanti.

Banche grandi, medie e piccole stanno reagendo alle problematiche degli Npl o Utp, alcune lo stanno facendo entrando in piattaforme specializzate cercando di limitare le perdite altre cedendo le loro sofferenze ma con costi notevoli in termini di capitale. Quale è la vostra politica su questo tema?

Abbiamo abbassato di molto l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale crediti erogati dalla Banca, e continueremo a farlo: abbassare questo ratio e mantenere la qualità del credito ad un livello elevato è alla base della redditività di una banca. Si tratta di un percorso che continuerà, anche appoggiandoci a partner esterni ai quali cedere eventuali Npl per noi non gestibili al fine del miglioramento degli indici di bilancio e di una gestione virtuosa della nostra qualità creditizia, aprendoci anche a forme innovative di gestione degli attivi deteriorati o in deterioramento.

Il Nord-Est, un tempo chiamata la locomotiva d’Italia, avrà un nuovo sviluppo economico anche in virtù degli aiuti sostenuti dallo Stato messi a disposizione dalle banche o ci si limiterà a contenere le perdite degli anni del Covid?

Il Covid ha molto impattato il lavoro di persone ed imprese ovunque, ma quello che possiamo osservare nel Nord-Est è una capacità di ripresa solida. Il comparto industriale ha dovuto affrontare delle difficoltà e una contrazione del fatturato, ma la loro ripartenza è già solida. A subire duramente il colpo sono stati settori specifici, soprattutto turismo e ristorazione. Auspichiamo che le ingenti risorse pubbliche stanziate possano servire, oltre che ad uscire dalla crisi, a rafforzare il sistema territoriale attraverso la dotazione di infrastrutture che permettano di migliorare la competitività del sistema Paese e, all’interno di questo, del Nord est. Ovviamente a chi lavora, internazionalizza, esporta e fattura serve il supporto di un partner creditizio veloce, presente e redditizio: noi vogliamo essere quel partner, supportarne la crescita e la competitività anche grazie al giusto indirizzo dei fondi governativi.