Panetta (Bce): “Se si investe, crescita come pre-crisi nel 2022”

Con i giusti investimenti pubblici, l’Europa può essere ambiziosa e tornare a crescere. Secondo Fabio Panetta entro l’anno prossimo si possono raggiungere i risultati pre-pandemia. Il membro del Comitato esecutivo della Bce sostiene che, “con investimenti pubblici aggiuntivi pari all’1,6 per cento del Pil, l’eurozona potrebbe essere già nel 2022 sul trend di crescita pre-crisi”. È quanto afferma in un’intervista al Corriere della sera in cui sottolinea: “Se l’economia non cresce, soffrono soprattutto i più deboli”, ma grazie al Next generation Eu “possiamo essere ambiziosi”. Il Recovery Fund andrebbe reso permanente?

“Sarebbe un progresso importante, ma non tutti sono d’accordo”, afferma l’ex direttore generale della Banca d’Italia, che evidenzia come sia “essenziale” che soprattutto Italia e Spagna utilizzino i fondi europei per “ristrutturare l’economia e avviare una fase di crescita di cui tutti possano beneficiare”. Nessun dubbio sulla validità del Piano nazionale di ripresa e resilienza: “Il piano presentato dal presidente Mario Draghi – chiosa Panetta – si basa su un’analisi lucida dei problemi dell’economia italiana: una bassa produttività che si traduce in una bassa crescita, e una distribuzione del reddito e delle opportunità insoddisfacente”. I finanziamenti europei saranno erogati solo se utilizzati in maniera coerente con il piano e “non c’è bisogno di dire – continua – che il premier Draghi capisce molto bene l’importanza di utilizzare al meglio ogni euro dei 200 miliardi disponibili”.

L’obiettivo della Bce ora, spiega Panetta, è mantenere l’inflazione al 2 per cento e non al di sotto perché frenerebbe l’economia. “Risponderemo con determinazione a shock negativi in grado di comprimere l’inflazione al di sotto del nostro obiettivo”. E azzarda un esempio cinefilo: “Quando l’inflazione scenderà sotto al 2 per cento la politica monetaria dovrà ispirarsi ai Pirati dei Caraibi, anche se qualcuno preferirebbe la Bella Addormentata”.