Payback sui dispositivi medici: le conseguenze

Il meccanismo del payback sui dispositivi medici, introdotto nel 2015 e mai attuato, è una misura ormai obsoleta e andrebbe rimosso. Lo sostiene Paolo Belardinelli, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, nel Briefing Paper Il payback sui dispositivi medici. Analisi e conseguenze di una misura inapplicata. Il payback sui dispositivi medici prevede che siano i fornitori di dispositivi medici a sostenere il 50 per cento dell’eventuale superamento del tetto di spesa stabilito a inizio anno dalle regioni. Introdotto nel 2015 in una fase di forte pressione sul risanamento delle finanze pubbliche, non è mai stato attuato e oggi rappresenta un fattore di incertezza per l’intero mercato.

Se ne discuterà oggi pomeriggio, a partire dalle ore 17, in un webinar organizzato dall’Istituto Bruno Leoni, in collaborazione con Confindustria dispositivi medici. Introdurrà l’incontro Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria dispositivi medici. Dopo la presentazione dello studio da parte di Paolo Belardinelli, interverranno l’onorevole Beatrice Lorenzin, il senatore e responsabile Economia e Finanze del Pd Antonio Misiani e Giovanni Tria, professore di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata. I lavori saranno chiusi dal viceministro dello Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin.

In merito al payback per i dispositivi medici, scrive Belardinelli: “Il payback genera per il regolatore un beneficio nullo, considerato che non ha prodotto gettito dal 2015 ad oggi, in cambio di costi enormi per l’economia di settore, più o meno visibili a seconda che ci si concentri sui ricorsi e sui contenziosi o sulle conseguenze in termini di mancati investimenti. Nel settore dei dispositivi medici, la misura sembra avere ancora meno senso considerando: (i) la complessità del bene dispositivo medico (per esempio la distinzione tra bene e servizio); (ii) il fatto che i produttori di dispositivi medici devono partecipare a gare pubbliche per poter fornire i loro prodotti al sistema sanitario nazionale, essendo quindi sottoposti a pressioni concorrenziali che spingono a calmierare i prezzi, a differenza di quanto accade per i prodotti farmaceutici coperti da brevetto; (iii) il maggior impatto che gli importi del payback avrebbero sull’intero fatturato generato dal comparto”.

Per seguire il webinar, è possibile collegarsi a partire dalle 17 sulla pagina Facebook dell’IBL o sul suo canale YouTube.