Tagli Irpef-Irap: raggiunto l’accordo politico

Un primo passo all’orizzonte. È stato raggiunto l’accordo politico sul fisco al Mef. Gilberto Pichetto, viceministro del Mise, ha detto: “Siamo al primo passo della riforma fiscale, i tagli dell’Irpef e dell’Irap partiranno dal 2022 e saranno strutturali”.

Cosa succede

In pratica, scendono da 5 a 4 le aliquote Irpef. Inoltre, c’è la cancellazione di quella al 41 per cento e il taglio di 3 punti di quella al 38 per cento, che passa al 35 per cento. In sostanza, è questa l’intesa raggiunta. Come spiegato da Pichetto: “Questo è l’accordo politico, ora Franco ne deve parlare con il premier Draghi, noi con i nostri partiti e poi dobbiamo rivederci”.

Atteso l’ok del premier

A questo punto, sul taglio delle tasse è atteso l’ok del premier Mario Draghi, dopo l’accordo raggiunto tra le forze di maggioranza. Il ragionamento da parte dei rappresentanti politici ha riguardato anche l’Irap, “che – ha sottolineato Pichetto – vede una scelta verticale, partendo dalle 850mila persone fisiche, autonomi e ditte individuali, aggiungendo eventualmente le start up”. L’accordo, tra l’altro, ha previsto inoltre che la fascia di reddito fino a 15mila resti al 23 per cento, che quella 15-28mila vada dal 27 per cento al 25 per cento, che quella 28-50mila passi dal 38 per cento al 35 per cento, mentre oltre i 50mila sia al 43 per cento. Non solo: circa la no tax area sono in corse di valutazione delle modifiche.

Un taglio strutturale

“Un primo passo strutturale, non solo per il 2022” ha commentato Pichetto. Al taglio dell’Irpef, tra le altre cose, dovrebbero andare circa sette miliardi di euro. Allo stesso tempo, circa un miliardo dovrebbe servire all’eliminazione dell’Irap per autonomi e persone fisiche.

La riforma

La riforma è pensata con interventi strutturali su Irpef e Irap. Nel primo caso, è ripensata la struttura e i risparmi di imposta più consistenti (concentrati sul ceto medio). Nel secondo caso, si abolisce l’imposta per le ditte individuali e le persone fisiche.