Sangalli (Confcommercio): “Fiammata inflazione può costare 3 miliardi”

“Bisogna scongiurare nuove chiusure, le imprese non lo sopporterebbero”. Carlo Sangalli è fermamente contrario a qualsiasi ipotesi di lockdown. Il presidente della Confcommercio è preoccupato dall’impennata dei prezzi, in vista dei consumi natalizi. L’Ufficio studi della Confederazione imprese italiane “ha calcolato che nell’ultimo trimestre, con prezzi al consumo in crescita fino al 4 per cento, ci può essere una diminuzione dei consumi di oltre 3 miliardi di euro rispetto a uno scenario con inflazione al 2 per cento”. E dunque, prosegue il leader di Confcommercio, “ci preoccupa la riduzione del potere d’acquisto sui consumi e sull’economia nel complesso”.

“Va fatto tutto il possibile per evitare le chiusure”, esorta Sangalli, che vede nella vaccinazione e nel Green pass rafforzato “l’unica possibilità che abbiamo per tornare alla normalità e avere un Natale migliore di quello passato”. Nel mese di dicembre, ricorda il numero uno di Confcommercio, “la spesa media supera di almeno il 30 per cento quella degli altri periodi dell’anno”.

Frattanto, l’Ufficio studi di Confcommercio commenta i dati sugli occupati e i disoccupati a ottobre diffusi oggi dall’Istat. “Il consolidarsi della ripresa unità – si legge in una nota – ha prodotto, anche ad ottobre, effetti positivi sul mercato del lavoro, con un moderato recupero dei livelli occupazioni a cui si associa un progressivo rientro sul mercato di parte degli scoraggiati. In questa situazione una delle criticità continua ad essere rappresentata dal ridimensionamento del lavoro autonomo, tendenza che è stata accentuata dalla pandemia. Rispetto a febbraio del 2020 il gap è di 318mila unità – conclude la nota dell’Ufficio Studi – Per una ripresa più sostenuta dell’occupazione è necessario che anche questa componente torni a crescere”.