“La speculazione sui Btp italiani degli Hedge fund”

Secondo il Financial Times, ripreso da tutti i media italiani, i fondi speculativi (Hedge fund) stanno scommettendo sul calo delle quotazioni, sul mercato secondario, dei nostri Btp (Buoni del tesoro pluriennali). La fonte dell’autorevole quotidiano finanziario del Regno Unito è S&p Global Market Intelligence. A tal fine, gli Hedge fund avrebbero preso in prestito qualcosa come 39 miliardi di euro di titoli di Stato italiani.

La scommessa speculativa è motivata dalle “crescenti preoccupazioni per le turbolenze politiche a Roma e per la dipendenza del Paese dalle importazioni di gas russo”. Non è dato sapere quando i fondi speculativi americani dovranno restituire, alle istituzioni finanziarie, i valori mobiliari ottenuti in prestito. Nessuno conosce le strategie e i tempi di realizzazione adottate dagli speculatori. Generalmente, l’operazione dev’essere necessariamente di breve termine. Uno speculatore ribassista normalmente cerca di chiudere l’operazione speculativa nell’arco di un mese. Anche se è possibile reiterare l’operazione di prestito fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Tuttavia, la speculazione non potrà allungare i termini in quanto il prestito ha un costo che incide sull’eventuale profitto. È prevedibile che le obbligazioni di Stato italiano continueranno a subire forti oscillazioni delle loro quotazioni sui mercati finanziari fino alla definizione del risultato delle elezioni politiche. L’operazione di speculazione al ribasso (speculatori ribassisti) viene attuata mediante una operazione di vendita a pronti dei Btp ottenuti in prestito dalle Banche che li hanno in portafoglio e riacquistati sul mercato a un valore inferiore al prezzo di vendita per restituire i titoli avuti in prestito.

Il profitto dello speculatore deriva dalla differenza di prezzo “a pronti” (valore di mercato più alto) da quello di riacquisto a una quotazione più bassa rispetto al prezzo di vendita, meno gli oneri legati al prestito dei titoli. È una classica operazione speculativa di borsa. Gli speculatori al ribasso cercano di accentuare la propensione al ribasso dei titoli puntando sull’ “effetto gregge”. I risparmiatori presi dal panico per la riduzione delle quotazioni dei loro investimenti, sono indotti a vendere perché preoccupati dalla perdita dei propri investimenti. Gli speculatori sono degli attenti osservatori delle dinamiche politiche e sfruttano anche il discredito che i competitori politici (la sinistra italiana) lanciano contro gli avversari. Comportamento, questo, che può forse giovare per cercare di ottenere qualche voto in più alle elezioni ma che danneggia i nostri risparmiatori che hanno investito i loro risparmi nel debito sovrano italiano.

Non sempre le operazioni speculative sortiscono l’effetto sperato. Le condizioni politiche sono significativamente diverse rispetto al 2011 quando l’obiettivo non era la speculazione finanziaria ma la caduta del Governo Berlusconi. È fondamentale informare i risparmiatori italiani che hanno investito in obbligazioni di Stato a tasso fisso (i Btp sono valori mobiliari il cui rendimento non varia per tutta la durata del titolo) che il valore di mercato dei Btp dipende dall’andamento dei tassi d’interesse, che è legato all’inflazione. A un incremento dei tassi di riferimento delle Banche centrali corrisponde una riduzione del valore dei titoli e viceversa. Non rileva la remunerazione degli interessi in quanto sono calcolati sul valore nominale. Se il risparmiatore (nel gergo di borsa “cassettista”) aspetta la naturale scadenza del titolo si vedrà rimborsato il 100 per cento del valore investito. L’Italia ha sempre onorato il pagamento degli interessi sui propri titoli di Stato e rimborsato il capitale a scadenza. Il consiglio è tenere i nervi saldi!