Michel prototipo dei maleducati europei

Chiariamo subito un aspetto importante per capire ciò che è accaduto nel salotto di Recep Tayyip Erdogan pochi giorni fa. Il protocollo non solo si differenzia dal galateo, ma anzi lo presuppone necessariamente. Infatti, il galateo riguarda i rapporti normali fra le persone improntati alla buona educazione, mentre il protocollo riguarda il cerimoniale, cioè i rapporti fra gli Stati o fra le persone e gli organi costituzionali dello Stato (governo, presidenza della Repubblica, presidenza delle Camere). Inoltre, non si possono rispettare le regole del protocollo se prima non si siano rispettate le regole del galateo, in quanto il protocollo rappresenta una sorta di super-galateo più raffinato e più esigente, che si deve rispettare quando le persone normali si trovano in ambienti di particolare rilevanza istituzionale.

Prova ne sia che il protocollo non si preoccupa per nulla di ribadire o di riprendere le regole del galateo, dal momento che semplicemente le suppone. Per esempio, nessun protocollo del mondo raccomanderà mai di non mettersi le dita nel naso o di non parlare a voce troppo alta: e ciò perché per il protocollo quelle sono, appunto, regole minime di buona educazione già messe in conto. Il protocollo si occuperà, perciò, di una specie di ultra-galateo, definendo l’ordine per entrare in una stanza al cospetto di un presidente o di un monarca, il momento in cui bisogna parlare o tacere e via di questo passo.

Orbene, richiamando alla mente le immagini che mostrano Erdogan seduto in poltrona, Charles Michel parimenti seduto in poltrona e Ursula von der Leyen, imbarazzatissima, in piedi ad alcuni metri di distanza, va rilevato che se Erdogan è vittima del suo maschilismo ideologico probabilmente dovuto alla sua religione, Michel si lascia cogliere in modo tanto semplice quanto evidente come un gran maleducato, non ai sensi del protocollo, ma ai sensi del galateo. In proposito, si noti come mentre mai il protocollo potrà far eccezione al galateo, può accadere che sia questo a sospendere la vigenza di quello: si pensi al presidente della Repubblica che, per non far levare dalla sedia una signora più anziana di lui e perciò in linea perfetta col galateo, a lei si avvicina per salutarla, mettendo giustamente fra parentesi le regole del protocollo che vorrebbero il contrario.

Insomma, se Michel – belga di nascita e perciò pienamente europeo – fosse stato appena bene educato, ben prima di sedere, avrebbe invitato con sapiente e sobria eleganza la von der Leyen a sedere lei per prima sulla poltrona da lui lasciata libera, scusandosi per giunta con Erdogan se costretto a rimanere in piedi dal rispetto delle regole del galateo, che impongono ad un essere umano di sesso maschile di cedere il posto al un essere umano di sesso femminile, ovunque egli si trovi e ben prima di ogni  protocollo, anche sulla Luna. E ciò fino a quando Erdogan non gli avesse frettolosamente procurato una nuova poltrona tutta per lui. Compito al quale neppure il satrapo turco avrebbe potuto certamente sottrarsi.

Se questo avesse fatto, egli non solo si sarebbe mostrato un uomo civile, ma avrebbe anche evitato la crisi diplomatica in corso fra Italia e Turchia, dal momento che fra tutti gli Stati europei soltanto l’Italia – per bocca di Mario Draghi – ha protestato in modo vibrato contro Erdogan (che siano i tanto vituperati italiani i più civili fra gli europei?). Invece, proprio perché non educato bene, Michel si è stravaccato in poltrona sbirciando verso la von der Leyen con sempliciotta aria interrogativa e, per giunta, assumendo una postura assai scomposta anche per un uomo, cioè a gambe spalancate, come si trovasse in uno spogliatoio di calcio alla fine di una faticosa partita e subito prima di concedersi una meritata doccia.

Anche gli uomini debbono in pubblico – e sarebbe bene lo facessero anche in privato, per un innato senso di rispetto verso se stessi – stare seduti in modo composto, che vale raccolti attorno al centro geometrico della propria dimensione corporea, del quale debbono e possono far tesoro. Una volta queste cose le insegnavano a scuola, insieme alla matematica e al greco. A Michel – prototipo dei maleducati europei – non le ha insegnate nessuno. E si vede.