Casellati for president: se non ora, quando?

È intelligente, sincera e onesta intellettualmente. Non ha paura di difendere le proprie idee ma senza tracimare nella demagogia populista – vizio di destra e di sinistra, ultimamente specie in materia di vaccini e dintorni – e per di più è una donna.

L’attuale presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, avrebbe tutti i numeri giusti per succedere a Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. In queste settimane, in realtà, si è molto parlato del futuro di questa istituzione, dopo la fine ormai alle porte del mandato dell’attuale inquilino. I nomi più spesso sentiti sono stati quelli dell’attuale premier Mario Draghi e quello della titolare del ministero di Grazia e Giustizia, Marta Cartabia. Nomi autorevolissimi. Ma che stanno meglio al Governo a presidiare il nuovo corso dell’Italia, per evitare ritorni a passati prossimi – quelli dei due governi Conte – che invece sarebbero da archiviare e dimenticare definitivamente. Al limite della damnatio memoriae.

La presidente Elisabetta Casellati, invece, provenendo dalla seconda istituzione del Paese più che degnamente ricoperta, sarebbe la persona che logicamente dovrebbe essere votata da un fronte più ampio possibile, che unisca tutto il centrodestra con i moderati – pochini – dell’altro schieramento. Soprattutto, con un presidente come la Casellati il Consiglio superiore della magistratura (Csm) e la riforma della giustizia avrebbero una possibilità in più, rispettivamente, di cambiare e di essere messa in atto.

È una donna, è capace ed è anche molto brava. Per di più sarebbe la prima donna in Italia a fare il capo dello Stato. Non facciamole fare la fine di Emma Bonino, invecchiata – non benissimo – in attesa che si compisse il sogno impossibile della campagna del 1999 di Emma for president. Casellati for president, quindi. Ma, se non ora, quando?