Il progetto della Fondazione Einaudi per riformare la Costituzione

La Fondazione Einaudi ha preso l’iniziativa, meritoria ed originale, di sottoporre all’attenzione del Parlamento un disegno di legge costituzionale intitolato “Istituzione di un’Assemblea per la riforma della Costituzione in deroga all’articolo 138 della Costituzione”. Ovviamente la Fondazione Einaudi non ha il potere d’iniziativa legislativa e dunque non può presentarlo da sé alle Camere. Pertanto, il suo progetto di legge si configura come un contributo al processo di revisione costituzionale, che in questa Legislatura ha già portato alla drastica riduzione del numero dei parlamentari. Ma non è un semplice contributo politico, bensì un articolato disegno di legge pensato e scritto proprio come se dovesse essere immediatamente depositato alla presidenza di uno dei rami del Parlamento.

La Fondazione Einaudi, convinta della necessità, resa più cogente dalla temperie sanitaria ed economica, di por mano finalmente ad una coerente revisione della Parte II della Costituzione, ha maturato la convinta opinione che un’opera di capitale importanza per l’avvenire dell’Italia dovesse essere affidata ad una nuova Assembleacostituente”, non con competenza generale e assoluta secondo il nomen iuris come la prima, ma circoscritta agli istituti costituzionali esulanti dai Principi fondamentali e dalla Parte I, e limitata sia dal rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico sia dalle libertà sancite nelle Carte europee e internazionali dei diritti.

Questa Assemblea per la riforma costituzionale, quindi anche costituente nel senso suddetto, agirà in deroga all’articolo 138 sulla revisione costituzionale, che resterà sospesa per la durata dell’Assemblea e conseguentemente il Parlamento coevo non potrà modificare la legge di revisione costituzionale da essa approvata.

Il disegno di legge predisposto dalla Fondazione Einaudi, che consta di 16 articoli, disciplina l’elezione, la composizione, le funzioni, l’organizzazione dell’Assemblea, composta da 100 membri, che nel termine di un anno potranno approvare a maggioranza dei due terzi il testo finale della revisione. In mancanza, l’Assemblea è sciolta di diritto e decade. L’Assemblea è eletta con le elezioni politiche successive all’approvazione della legge che la insedia, mentre l’entrata in vigore della revisione costituzionale è sospesa fino al termine della Legislatura concomitante.

La Fondazione Einaudi confida che il disegno di legge costituzionale, anche in ragione della novità del progetto istituzionale, possa essere “adottato” dal più vasto numero di firmatari e soprattutto fatto proprio specialmente dai partiti che sembrano mostrare una più vigorosa spinta riformatrice. La proposta, bisogna sottolinearlo, individua la procedura della revisione. Il contenuto resta nelle mani dei nuovi “costituenti”.