Il vergognoso silenzio sull’oltraggio alle donne a Milano

A Milano la notte di Capodanno in piazza del Duomo, proprio come a Colonia sei anni fa, uomini da preda di origini mediorientali si sono gettati, in maniera organizzata e rituale, su una decina di donne. Le hanno insolentite, toccate, violate. E nessuno le ha difese, nemmeno i poliziotti presenti alla scena.

Non è stato un oltraggio casuale solo a quelle donne. È stato un oltraggio rituale (si chiama taharrush jamaʿi) alle donne, al Paese che li ospita e ai suoi abitanti che loro disprezzano. È stato un atto di disprezzo culturale e razziale, e di sfida anche contro l’italiano, uomo e donna – proprio come verso il tedesco sei anni fa – contro l’uomo bianco, l’europeo, l’occidentale svirilizzato, fradicio, edonista e multiculturalista che non ha più né muscoli, né palle, né volontà per difendere le sue donne e la sua civiltà, che si batte il petto e ammicca all’aggressore nella speranza di essere risparmiato.

Simbolo ne sono stati quei poliziotti che a Milano, proprio come a Colonia sei anni fa, sono rimasti lì immobili, imbambolati, inebetiti, paralizzati: meglio non mettersi nei guai, meglio non dare al magistrato progressista di turno l’occasione e il gusto di fare bella figura tra i radical chic liberando subito gli aggressori, “poveracci immigrati”, e magari, seduto in poltrona, puntare il dito e mettere sotto inchiesta i poliziotti per “eccessi con l’aggravante dell’odio razziale”. Sì, ma che ci stavano a fare – di grazia – lì a piazza del Duomo quei poliziotti la notte di Capodanno? Solo per controllare le mascherine? E infatti la prima cosa che i poliziotti di Milano hanno detto alle ragazze che chiedevano aiuto è stata: “Mettetevi le mascherine”.

I giornali e le tv hanno taciuto per giorni in Italia come in Germania sei anni fa. Giornalisti illuminati, in Italia come in Germania, hanno balbettato: “Sì, ma anche noi qui… abbiamo gli stupri… i femminicidi. Tutto il mondo è Paese”. Sono terrorizzati dal timore di sembrare “razzisti” e perciò divagano, le mammolette. Divagano (o tacciono) anche le femministe che la sanno lunga. Hanno ripetuto la vecchia litania “è il maschilismo… il patriarcato… erano maschi e questo dice tutto”. Brave le femministe: fate la guerra al maschio bianco (che poi non vi difende). La vostra guerra dei sessi è un gioco al massacro che dura da troppo tempo. E non dice tutto.

Senza andare sul cultural-religioso, resta l’oltraggio alle donne europee da parte di aggressori, nati forse qui ma cresciuti nell’odio culturale verso la cultura europea civilizzata, quella del pensiero debole, del senso di colpa e dell’espiazione. Uomini da preda che, attraverso le donne, hanno voluto oltraggiare tutti noi che non abbiamo più nemmeno la volontà di difendere le nostre donne e la nostra grande cultura che considera sacra la donna, come sacra considera la dignità di ogni essere umano, anche quella degli aggressori. Ma questa è debolezza agli occhi di quegli uomini da preda che hanno voluto sputare su tutti noi e sulla nostra cultura. Hanno voluto mostrare che sono loro i più forti anche qui in Italia. Inutile e sciocco prendersela solo con loro.

I barbari non possono che fare i barbari. Chi li rende davvero forti e pericolosi sono quegli italiani ed europei infingardi, che odiano la cultura occidentale e la propria casa natale e non fanno che battersi il petto spauriti e ammiccano agli aggressori. Li blandiscono gli aggressori, si alleano con loro. Sperano di essere divorati per ultimi. Vigliacchi.