Holy Friday for Future

sabato 7 ottobre 2023


La storia climatica è ancora in larga parte territorio inesplorato. Solo oggi ricercatori di Oxford scoprono il ruolo delle rocce nel ciclo della CO2. Questo fattore non è mai stato tenuto in conto nei vari modelli di (presunta) interrelazione tra biossido di carbonio e curva delle temperature. Il Papa, in cerca di consensi tra gretini e climaisterici – quelli che si incollano sulle strade per scongiurare “l’estinzione della vita” sul pianeta – ripete a pappagallo le presunte verità scientifiche dell’Ipcc, il gruppo di studio presso l’Onu, e proclama il dogma del riscaldamento antropico sul quale, parrebbe di capire, il cristiano non dovrebbe avere dubbi. Se la scienza fosse una religione avrebbe ragione, ma la verità scientifica deve essere aperta al confronto con il dubbio e persino con la falsificazione. Il liberale Karl Popper, evidentemente tra le letture non predilette da Jorge Mario Bergoglio, affermava che una verità non è scientifica se non si può falsificare.

Chi può parlare, con nozione, di clima non deve farlo necessariamente dal burocratico palco dell’Ipcc, affollato più di politici, sociologi ed economisti che di fisici e nel quale non si entra neppure se si ha qualche pallida riserva sulle colpe climatiche dell’uomo. Né vale l’argomento del presunto “consenso maggioritario” sulla tesi antropica perché, come dovremmo aver capito dai tempi di Antoine-Laurent de Lavoisier e Galileo Galilei, la scienza non è democratica, giacché non afferma le sue verità a maggioranza, bensì quando è in grado di resistere, razionalmente e senza censure, a qualsiasi dubbio o opinione contraria. Qualcuno dovrebbe spiegare a Bergoglio che in lontane ere geologiche la CO2 in atmosfera raggiungeva quantità di quasi 10 volte superiore a quella attuale, ma la terra registrava contemporaneamente il più massiccio livello di radiazione evolutiva, ossia la comparsa di centinaia di migliaia di nuove specie animali e vegetali. Non l’estinzione della vita, ma il suo contrario.

Già si sentono le voci stridule dei climalterati: “Le temperature dipendono non solo dalla CO2 ma anche dal Sole”. Infatti. Ma molti scienziati e premi Nobel capovolgono l’affermazione: l’unico motore “certificato” delle variazioni climatiche è l’attività solare; poi vengono gli altri “forzanti” climatici (che, in gran parte, trovano causa proprio nella irradiazione della nostra stella, come il vapore acqueo, che rappresenta la stragrande percentuale di tutti i gas serra presenti in atmosfera). Si metta tranquillo il Papa: la CO2 non ucciderà la vita sulla terra, né durante il suo controverso Pontificato, né dopo. Pensi piuttosto a de-santificare Roberto Bellarmino, impietoso inquisitore “dell’eretico” Galileo Galilei e responsabile del barbaro supplizio di Giordano Bruno, mandato al rogo con la mordacchia. Caro Bergoglio, no grazie, a noi la mordacchia va stretta.


di Raffaello Savarese