Nigeria: ennesima strage jihadista

La regione sub sahariana–orientale è ormai contrassegnata da una proliferazione di attentati di stampo jihadista, che non lasciano dubbi su chi effettivamente controlli zone sempre più vaste di questa area. Fonti locali hanno riferito, all’agenzia di stampa Reuters, che domenica 25 aprile circa 16 camion tattici e sei veicoli militari blindati, con a bordo milizie jihadiste che indossavano mimetiche militari, hanno attaccato una base dell’esercito nigeriano, ubicata nella città di Mainok, che dista 55 chilometri da Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno. Le milizie jihadiste risultano affiliate all’Iswap, Gruppo dello Stato islamico in Africa occidentale, resosi autonomo, nel 2016, dall’organizzazione estremista islamica denominata Boko Haram, e legato, a sua volta, allo Stato islamico nel Grande Sahara (Isgs). L’Iswap ha come “missione” quella di concentrare i propri attacchi contro soldati e civili nella regione.

Nell’imboscata hanno perso la vita più di trenta soldati dell’esercito nigeriano. La base è stata attaccata in pieno giorno. I jihadisti hanno occupato la base militare, facendo strage dei soldati, prima di ritirarsi di fronte agli attacchi aerei accorsi in supporto dei soldati stretti in assedio. Altri militari sono stati uccisi quando un altro gruppo di jihadisti ha teso una imboscata ai rinforzi inviati in soccorso ai commilitoni assediati. Un testimone ha riferito che anche la stazione di polizia della città di Mainok è stata data alle fiamme dai terroristi, poi i miliziani, sotto i colpi dei velivoli governativi, si sono barricati nella scuola elementare della città. Dal 2009, data di inizio della ribellione del gruppo islamista radicale Boko Haram nel Nord-Est della Nigeria, il conflitto ha provocato la morte di oltre 36mila persone e causato lo sfollamento di almeno due milioni.

Le milizie dell’Iswap sono riuscite comunque ad impadronirsi di due carri armati e di numerose armi, anche pesanti. Un’altra versione dei fatti rivela che i terroristi prima hanno attaccato un convoglio, poi hanno assaltato la base militare. Mohammed Yerima, portavoce dell’esercito nigeriano, il giorno dopo, ha dichiarato che i soldati sono stati attaccati, dai jihadisti, da più direzioni, “con veicoli armati e a piedi”. I combattimenti, ha continuato il portavoce Yerima, “sono durati diverse ore ed hanno visto coinvolti anche aerei e un elicottero da combattimento”, affermando, infine, che martedì era stato ripreso il controllo totale di Mainok.

Non è la prima volta che i jihadisti tentano di occupare una base militare governativa: la città di Mainok è stata più volte presa di mira dai jihadisti, con lo scopo di occuparne la strategica base militare. L’Iswap agisce spesso organizzando falsi posti di blocco lungo la strada che va da Maiduguri, nello Stato del Borno, a Damaturu situata nel vicino Stato di Yobe, dove si trova Mainok; in questi check point banditeschi commettono rapimenti, furti, uccisioni e violenze ai danni dei malcapitati, che percorrono questo tratto di strada.  Nel confinante Stato di Yobe oltre 3mila persone sono fuggite dalla città di Geidam durante il fine settimana, dopo un attacco da parte dai terroristi dell’Iswap presenti ancora nella zona. Tuttavia, l’esercito ha dichiarato, in un comunicato, di aver respinto i jihadisti. Inoltre, testimonianze locali affermano che nei combattimenti, che hanno interessato i 136 chilometri che dividono Maiduguri da Damaturu, hanno perso la vita anche molti civili.

Un’altra analisi fa fatta sulla testimonianza rilasciata, da alcuni residenti dell’agglomerato urbano di Geidam, ai corrispondenti dell’Afp (Agence France-Press), i quali hanno affermato che la fuga dei cittadini è avvenuta dopo l’assassinio di due cristiani e due insegnanti musulmani. Le dichiarazioni rivelano che le fughe sono motivate dalla certezza che i jihadisti dell’Iswap uccidono, tramite lo sgozzamento, coloro che sono di religione cristiana e coloro che hanno una istruzione occidentale, anche se musulmani. Ricordando il significato della locuzione “Boko Haram”, che può essere così tradotta “l’istruzione occidentale è proibita”, a testimonianza che anche se l’Iswap si è scisso da Boko Haram, i principi sono gli stessi, confusi in un amalgama disomogeneo di odio verso chiunque abbia una “visione” diversa dalla loro, che sia religiosa o “culturale”.