I campi estivi del jihad palestinese

Mentre la comunità internazionale si adopera per aiutare i residenti della Striscia di Gaza dopo la recente guerra tra Hamas e Israele, i leader dei palestinesi sono impegnati a preparare la prossima generazione a più odio e violenza.

I due maggiori gruppi palestinesi che controllano la Striscia di Gaza, Hamas e la Jihad Islamica palestinese (PIJ), hanno di recente lanciato campagne per reclutare migliaia di bambini e di adolescenti palestinesi nei propri campi estivi.

Alle giovani reclute non verrà insegnato a nuotare o a giocare a calcio. Non faranno parte dei boy scout palestinesi.

Piuttosto, l’obiettivo dei campi, secondo Hamas e la JIP, è “accendere la fiamma del jihad [guerra santa] tra la generazione della liberazione, instillare i valori islamici e preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina”.

I campi, gestiti dalle ali armate di Hamas e della PIJ, dalle Brigate Izaddin al-Qassam e dalle Brigate Al-Quds sono tenuti all’insegna di “Spada di Gerusalemme” e “Avanguardie della Liberazione”.

“Spada di Gerusalemme” è il nome scelto da Hamas per riferirsi ai combattimenti del mese scorso con Israele, durante i quali dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati più di 4 mila razzi e missili contro Israele. “Avanguardie della Liberazione” è un termine usato dai gruppi palestinesi per indicare il loro desiderio di “liberare tutta la Palestina”, dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo, un eufemismo che sta per l’eliminazione di Israele.

I campi di Hamas e della JIP “sono finalizzati ad addestrare i ragazzi a sparare e ad acquisire competenze militari e di sicurezza”, secondo quanto riferito dalla Striscia di Gaza. “Mirano anche a sollevare il loro morale e a prepararli per il prossimo scontro [con Israele] che potrebbe essere vicino”.

Ahmad al-Ra’i, un portavoce della JIP, ha affermato che i campi estivi “mirano a consolidare la presenza della causa palestinese nelle menti e nei cuori dei giovani palestinesi e a rafforzare i risultati della battaglia della Spada di Gerusalemme nella loro menti come un ruolo importante nella storia del conflitto”.

I campi, ha aggiunto al-Ra’i, “mirano anche a consolidare l’amore e lo spirito di jihad e di resistenza tra il popolo palestinese, soprattutto tra i giovani”.

Ra’i ha rilevato che il suo gruppo ha puntato un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni con l’obiettivo di farli partecipare ai suoi campi estivi e ha dichiarato che uno dei motivi per cui il suo gruppo stava reclutando minori palestinesi era perché Israele li stava già prendendo di mira “esponendoli alla cultura occidentale”.

Ra’i ha inoltre rivelato che migliaia di giovani palestinesi “si sono radunati per iscriversi ai campi”.

I campi trasmettono diversi messaggi, ha detto il portavoce della JIP. “In particolare, che la Jihad Islamica Palestinese conferma che le sue dita sono ancora sul grilletto” e che i palestinesi “stanno preparando la cosiddetta generazione della liberazione alla battaglia della ‘grande liberazione’ di questa terra benedetta”. I campi, ha aggiunto, inviano anche un messaggio ad arabi e musulmani che “la fiamma del conflitto [con Israele] viene mantenuta accesa”.

Al- Ra’i ha consigliato a Israele di prestare attenzione ai campi estivi perché “daranno vita a una generazione che libererà la Palestina”.

Hamas, da parte sua, ha annunciato che l’iscrizione ai suoi campi estivi è iniziata il 14 giugno e si rivolge non solo agli scolari, ma anche agli studenti universitari e agli adulti.

Hamas ha invitato i palestinesi a iscriversi ai campi in varie moschee nella Striscia di Gaza. “I campi mirano ad accendere la fiamma della jihad nella generazione della liberazione, a instillare i valori islamici e a preparare il prossimo esercito trionfante per la liberazione della Palestina”, ha affermato l’organizzazione islamica in una nota.

Negli ultimi giorni, su varie piattaforme di social media sono apparsi video di uomini armati di Hamas mascherati che invitavano i palestinesi in una moschea a mandare i loro figli nei campi estivi. Le foto di dozzine di bambini palestinesi in fila per iscriversi ai campi di Hamas e della JIP sono apparse anche su vari media palestinesi.

Il reclutamento di migliaia di bambini palestinesi nei campi estivi di Hamas e della JIP sta avvenendo mentre le Nazioni Unite e altri mediatori fanno la spola tra Israele e la Striscia di Gaza nel tentativo di raggiungere un accordo sulla ricostruzione dell’enclave costiera governata da Hamas.

I leader di Hamas e della JIP, sostenuti dall’Iran, sperano che gli sforzi di mediazione portino alla ripresa degli aiuti internazionali alla Striscia di Gaza, compresa la ricostruzione di molte case che sono state distrutte durante l’ultimo round di combattimenti con Israele.

Invece di investire i loro soldi nello sforzo di ricostruzione, Hamas e la JIP stanno utilizzando i loro budget per addestrare i bambini a diventare soldati nella guerra per distruggere Israele. Hanno fondi sufficienti per avviare campi di lavaggio del cervello e per indottrinare i propri figli, ma non sono disposti a investire nella ricostruzione di case che sono state distrutte o danneggiate durante l’ultima guerra tra Hamas e Israele.

Per Hamas e la JIP, l’ambizione di distruggere Israele è evidentemente più forte del desiderio di proteggere la vita dei propri figli e di allevarli per farli diventare, ad esempio, medici o ingegneri. I bambini che ora stanno seguendo l’addestramento militare nella Striscia di Gaza presto faranno la loro comparsa come uomini mascherati nei gruppi armati di Hamas e della JIP.

In modo preoccupante, questo assurdo sfruttamento dei bambini e il loro reclutamento come combattenti viene completamente ignorato dalla comunità internazionale, compresi i mediatori che stanno negoziando con Hamas e la JIP per mantenere il cessate il fuoco raggiunto con Israele dopo i combattimenti del mese scorso.

Secondo l’UNICEF, noto anche come Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, “il reclutamento e l’utilizzo di bambini da parte delle forze armate è una grave violazione dei diritti dell’infanzia e del diritto umanitario internazionale”. Resta ora da vedere se l’UNICEF e altre organizzazioni internazionali per i diritti umani troveranno i mezzi per chiamare a raccolta i gruppi palestinesi per questa forma di sfruttamento minorile. Non farlo significherebbe soltanto che Hamas e la JIP preserveranno nei loro sforzi di mobilitare i bambini come soldati.

Il silenzio della comunità internazionale su questo mostruoso abuso sui minori porterà una nuova generazione di jihadisti palestinesi ad unirsi alla guerra contro Israele. Questo è di cattivo auspicio per i discorsi dell’amministrazione Biden sulla “soluzione a due Stati” e sulla necessità di rilanciare il processo di pace tra Israele e i palestinesi.

(*) Tratto dal Gatestone Institute

Traduzione a cura di Angelita La Spada