La minaccia di Xi: “Realizzeremo la riunificazione con Taiwan”

Xi Jinping minaccia la riunificazione con Taiwan. Per il presidente cinese, la questione tra le due parti, è “interna alla Cina” e “non ammette interferenze esterne”. Già una settimana fa era stato il governo dell’isola ad avvertire sul raggiunto “culmine” delle tensioni con Pechino. La Cina realizzerà la riunificazione con Taiwan, e chiunque cerchi di dividere il Paese “non farà una bella fine”. È l’ultimo, durissimo, attacco sulla questione dell’isola pronunciato dal presidente cinese, Xi Jinping, che ha tenuto un discorso per commemorare i 110 anni della rivoluzione ispirata da Sun Yat-sen, che nel 1911 ha portato alla caduta del Celeste Impero, e dato vita alla Repubblica di Cina. “La questione di Taiwan sarà risolta e il rinnovamento nazionale diventerà una realtà”, ha detto Xi nel suo intervento alla Grande Sala del Popolo, su Piazza Tiananmen, nel quale ha citato più volte l’obiettivo del rinnovamento nazionale, che egli stesso ha promosso da quando è diventato segretario generale del Partito comunista cinese, alla fine del 2012. La riunificazione di Taiwan alla Cina “con mezzi pacifici” serve agli interessi della nazione cinese, “inclusi i nostri compatrioti di Taiwan”. Parole che hanno scatenato la reazione di Taipei: in una nota, il Consiglio per le relazioni con la Cina ha sottolineato che i 23 milioni di abitanti dell’isola hanno il diritto di decidere il futuro e lo sviluppo di Taiwan e ha respinto le proposte politiche “errate” provenienti da Pechino, che propone il modello “un Paese, due sistemi”.

Citando la presidente Tsai Ing-wen, il Consiglio ha invitato Pechino ad abbandonare le “misure provocatorie e di intrusione” e a riconsiderare “con mentalità più aperta” i temi di pace, reciprocità, democrazia e dialogo. “Solo allora”, ha concluso la nota, “ci potrà essere uno sviluppo sano delle relazioni nello Stretto”. La questione di Taiwan è tornata fortemente alla ribalta negli ultimi giorni, con l’innalzamento della pressione militare di Pechino sull’isola, che ha destato allarme a livello internazionale e forti critiche, soprattutto dagli Stati Uniti. I toni del discorso sono tra i più perentori mai usati dal presidente cinese, che non ha mai fatto mistero di considerare la riunificazione di Taiwan uno degli obiettivi prioritari della Cina sotto la sua leadership.

Il secessionismo dell’isola è “il più grande ostacolo” alla realizzazione del rinnovamento nazionale, ha detto Xi. “Chi dimentica il passato, tradisce la madrepatria e cerca di dividere il Paese non farà una bella fine. Saranno presi dal popolo e condannati dalla storia”, ha aggiunto, interrotto dagli applausi. Nella questione di Taiwan la Cina non ammetterà interferenze, ha avvertito il presidente cinese, perché si tratta di una questione puramente interna. “Nessuno dovrebbe sottovalutare la determinazione e la forte capacità del popolo cinese di difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale”, ha concluso Xi Jinping.