Playstation, Xbox e guerra dei chip

Playstation, Xbox e la guerra dei chip: no, non è il titolo di un film in uscita nelle sale cinematografiche. In sostanza, la battaglia in atto sul controllo e la produzione dei microprocessori è finita a cascata anche sulle console di ultima generazione, come la Playstation 5 – appunto – o la Xbox Series X. In pratica, gli stock di prodotti finiscono subito.

Il problema di fondo è stato uno: nell’anno della pandemia c’è stata una importante domanda, a livello globale, di semiconduttori. E ciò è avvenuto parallelamente a un rallentamento delle produzioni degli impianti più importanti, che si trovano soprattutto in Asia e che nel giro di poco tempo sono stati costretti a recuperare le commesse in eccesso.

Ecco perciò la carenza di console a causa, a detta di molti, di una scarsità di chip display driver. Questi chip, in parole povere, decifrano le istruzioni delle altre componenti nell’immagine mostrata nel monitor, sul sistema di navigazione o sullo schermo del telefono. Il concetto stesso vale per i chip che gestiscono la potenza dentro un dispositivo. Se manca questo componente, è tutto inutile.

Con il lockdown c’è stato un aumento dei consumi che hanno riguardato tv, computer, console, elettrodomestici. È schizzata verso l’alto, così, la domanda dei componenti e le fabbriche, che avevano rallentato la produzione, hanno ripreso a spron battuto ma chi ne aveva bisogno non aveva messo “fieno in cascina”.