Green pass falsi: l’app per evitare il “pacco”

Green pass falsi e come evitarli. Per dribblare rischi molesti, ovvero di trovarsi di fronte a una carta verde “tarocca” (venduta anche sui canali social) dal proprio account Twitter è stato proprio Palazzo Chigi a evidenziare l’esistenza di una applicazione creata a fagiolo per controllare l’apposito certificato.

Certificazione verde: come riconoscere facilmente quella autentica”, è il tweet della Presidenza del Consiglio che, con il supporto di una infografica, ha illustrato l’applicazione e le sue funzioni. Stiamo parlando di “Verifica c19”: opera attraverso la scansione del Qr Code del Green Pass ed è gratuita.

Da ricordare che dal 6 agosto il passaporto verde si avrà una volta ottenuto il certificato di vaccinazione (rilasciato 15 giorni dopo la prima dose e valido fino alla seconda o dopo la seconda dose e valido 9 mesi), con il certificato di guarigione (validità sei mesi) e con l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. Sarà necessario per ristoranti al chiuso, spettacoli all’aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, bar (ma non per consumare al bancone, anche se al chiuso).

Quindi occhio a possibili Green Pass farlocchi. Come raccontato dal Messaggero: certificazioni tarocche vendute “a 100 euro su Telegram”. Riporta il quotidiano: “Un gruppo che promette di attivare certificati verdi in 48/72 ore senza sottoporsi a tampone o vaccino, ma semplicemente fornendo tessera sanitaria e documento d'identità (e pagando la somma richiesta). Non è chiaro se quanto messo in vendita venga poi realmente recapitato a chi completa l'acquisto, ma il gruppo Telegram conta già più di 14mila iscritti e, stando a quanto scrivono in chat gli amministratori, 1.200 falsi Green Pass sarebbero già stati venduti in tutta Italia”.