Quirinale, schemi per un gioco “a tutto campo”

Mario Draghi è al centro della prossima corsa al Quirinale. Gran parte dell’arco costituzionale vede nel premier il candidato naturale alla Presidenza della Repubblica. Sergio Mattarella si appresta a entrare, da martedì 3 agosto, nel “Semestre bianco”, un periodo che anticipa il suo addio e che prevede alcune regole ben precise per l’esercizio delle sue funzioni. A partire dall’impossibilità di sciogliere le Camere. Per cui, un’eventuale crisi di governo appare “indolore”. Numerosi commentatori ritengono che il gioco “a tutto campo” per la successione possa essere inaugurato a gennaio. In realtà, è probabile che la partita venga anticipata. Gli schemi dei partiti si intrecciano, inevitabilmente, con le Amministrative di autunno, quando milioni di cittadini sono chiamati a votare i sindaci di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e il governo della Regione Calabria.

Rispetto alla corsa al Quirinale, una prima ipotesi “europeista” benedetta da Bruxelles, cerca di consolidare la coppia Mattarella-Draghi fino al 2023. In maniera tale da garantire, anche sui mercati internazionali, la conclusione dell’attuazione della parte più importante dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma questa idea trova proprio l’ostracismo del capo dello Stato. Mattarella non vuole ripetere il modello Giorgio Napolitano-bis. Quando, nel 2013, l’allora presidente in carica viene rieletto: il primo caso nella storia repubblicana. Chi lavora a questo progetto pensa poi a un ruolo europeo per il premier dopo il 2023.

Il secondo schema prevede l’elezione di Draghi al Quirinale già nel gennaio 2022. A Palazzo Chigi può essere nominata una premier come Marta Cartabia. La ministra delle Giustizia può essere considerata  una figura di continuità eppure di eccezionale rottura degli schemi, perché in quel caso rappresenta la prima donna alla guida del governo. Con tutta evidenza, viene assicurata una salda guida presidenziale per sette anni che può ricevere il plauso delle cancellerie europee.

Il terzo schema che si fa largo nella tumultuosa selva oscura della politica italiana, costituisce una miscellanea dei precedenti. Al Quirinale può essere eletta una personalità super partes non ancora identificata, che garantisca tutte le forze politiche. E alle elezioni si possono profilare sostanzialmente due schieramenti: il centrodestra a guida Salvini-Meloni-Berlusconi da un lato e una coalizione capitanata da Draghi dall’altro. In pratica, conservatori contro “resto del mondo”. Ma l’ipotesi è fin troppo ardita. Suona, addirittura, fantapolitica. Anche perché i distinguo sono numerosi. A partire dalla semplice disponibilità dei diretti interessati: Mattarella e Draghi. Il capo dello Stato ha detto chiaramente, seppure con lo stile felpato che gli è proprio, di non volersi concedere un bis. Di più. Il premier respinge decisamente ogni ipotesi di “discesa in campo”.

Oltretutto, occorre non sottovalutare la variabile legata allo scenario internazionale, in relazione alla lotta alla pandemia. Un fatto è certo: le Amministrative possono misurare la temperatura del confronto tra i partiti. Per queste ragioni, gli schemi possono saltare, imprimendo all’agenda politica un’accelerazione inaspettata. Così, il gioco “a tutto campo” per l’approdo al Quirinale può subire, indubbiamente, la possibile mutazione dello scenario generale.