Tribunale di Modena: “Giusto sospendere i dipendenti non vaccinati”

Il Tribunale di Modena sferra un duro colpo ai No-vax. Di fronte a un lavoratore che rifiuta di vaccinarsi contro il Covid-19, l’azienda è legittimata a sospenderlo dal servizio, con contestuale stop anche della retribuzione. È quanto sostiene un’ordinanza del giudice civile Emilia Salvatore del Tribunale di Modena che si pronuncia a seguito del ricorso presentato da due fisioterapiste di una Rsa assunte da una cooperativa della città emiliana che aveva preso i due provvedimenti, a fronte del rifiuto di vaccinarsi. Una vicenda avvenuta prima del decreto legge che ha imposto l’obbligo vaccinale per il personale sanitario. L’ordinanza in questione evidenzia che il datore di lavoro si pone “come garante della salute e della sicurezza dei dipendenti e dei terzi che per diverse ragioni si trovano all’interno dei locali aziendali e ha quindi l’obbligo ai sensi dell’articolo 2087 del Codice civile di adottare tutte le misure di prevenzione e protezione che sono necessarie a tutelare l’integrità fisica di lavoratori”.

Ricordando come una direttiva dell’Unione europea abbia incluso il Covid-19 tra gli agenti biologici di cui è obbligatoria la protezione anche negli ambienti di lavoro, il tribunale sottolinea che anche se il rifiuto a vaccinarsi non può dar luogo a sanzioni disciplinari, può comportare però conseguenze sul piano della valutazione oggettiva dell’idoneità alla mansione. In sostanza, per chi lavora a contatto con il pubblico oppure in spazi chiusi vicino ad altri colleghi, la mancata vaccinazione può costituire un motivo per sospendere il lavoratore senza retribuzione.

Presto la Corte Costituzionale potrebbe essere chiamata a pronunciarsi, ma secondo il giuslavorista Pietro Ichino, “se venisse di nuovo investita della questione, la Corte non cambierebbe orientamento su questo punto”, visto che “ha già riconosciuto la piena legittimità costituzionale dell’obbligo di vaccinazione, quando esso è necessario per la protezione della sicurezza e della salute dei cittadini in generale, dei lavoratori in particolare”.

Intanto, resta aperto il dibattito sul Green pass per il personale scolastico. A questo proposito, Stefano Bonaccini, non ha dubbi: “Sono per l’obbligo vaccinale”. È quanto afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna in una intervista al Resto del Carlino. La sua è una crociata contro i No-vax. “Vedo troppi irresponsabili. Cosa deve succedere in questo Paese? Ci sono stati già 13mila morti di Covid in regione. E c’è chi fa polemica per le sanzioni a qualche medico e infermiere. Io farei cambiare mestiere! Con la tua vita fai quel che vuoi, ma devi tutelare la salute degli altri”.

E rimarca: “Oltre alla sanità, io estenderei l’obbligo di vaccinazione anche a tutti quelli che insegnano o lavorano nelle scuole”. Positivo il giudizio sul Green pass, “è uno strumento che serve, ma – precisa Bonaccini – qualcosa cambierei. penso alle discoteche e ai locali da ballo: se sei vaccinato, perché non andare in discoteca, in maniera magari contingentata? Quello che succede sono le innumerevoli feste private che non controlla nessuno”. Riguardo al proprio partito, l’esponente del Pd se lo immagina in mezzo alla gente. “Sento linguaggi tali, da alcuni esponenti dem – racconta – che a volte mi chiedo da quanti anni non frequentino un bar, una piazza, una scuola, una fabbrica. Non dobbiamo fare discorsi da bar, ma abbiamo lasciato solo gli altri andare al bar: dobbiamo essere una forza popolare”.

Anche Giovanni Toti è favorevole all’estensione del vaccino ai docenti e agli studenti. Per il presidente della Liguria, il vaccino è un “dovere civile”. È quanto afferma il governatore in un’intervista a La Stampa, in cui sostiene che per stare tranquilli a scuola servono classi con un’adesione “sopra l’85 per cento” alla campagna vaccinale. E “se ci sono zone o regioni in cui le percentuali di vaccinazione sono più basse, è evidente che va estesa anche a loro l’obbligatorietà del Green pass”, afferma Toti, sempre in merito alla scuola. “Da una categoria che educa i nostri ragazzi – prosegue – mi aspetto un’adesione massiccia e volontaria. Se così non fosse, sarei assolutamente a favore dell’obbligatorietà”. Secondo i report in mano al governo, in alcune regioni italiane, come la sua, il tasso dei prof vaccinati è basso. “In Liguria non siamo affatto bassi – sottolinea il governatore – superiamo l’80 per cento del personale scolastico con almeno una dose. I numeri che abbiamo ci dicono che non servono linee vaccinali dedicate”. Ok all’obbligo per i docenti, dunque, ma diverso il discorso per gli adolescenti. “Mi fido della scienza e di agenzie come Ema e Aifa, e quindi sono convinto che dai 12 anni in su ci si possa vaccinare. In questo caso, però, la questione è più complessa e delicata. Capisco le incertezze dei genitori e punterei più a sensibilizzare attraverso i pediatri”.