Green pass, Zaia: “Leghisti in piazza? Non sia linea del partito”

Luca Zaia sfida i No-vax e i colleghi di partito. “I vaccini funzionano. Ci sono in giro troppi complottisti e negazionisti”. Il presidente del Veneto va dritto al punto commentando la discesa in piazza nelle manifestazioni contro il Green pass degli esponenti e dirigenti leghisti. “Mi rifiuto di pensare – attacca – che sia quella del partito”. In un’intervista al Corriere della sera difende a spada tratta il valore scientifico dei vaccini: “C’è ancora chi dice che il virus non esiste e che è un complotto. Incuranti del fatto che i vaccini funzionino. Se inventassero oggi la penicillina, avremmo i social pieni di gente che dice che una muffa non se la inietta”, prosegue il governatore. Secondo Zaia, “siamo passati da una sanità pubblica che faceva le profilassi a scuola a un punto in cui è difficile fare un tampone perché veniamo accusati di infilare microchip nel naso dei bambini”.

La misura è colma per Zaia. “Se invochiamo la libertà per qualsiasi cosa – afferma – perdiamo il minimo senso del bene comune. Oggi riguarda i vaccini, domani qualunque scelta di sanità pubblica”. Eppure, prosegue, “la mia generazione la distingui perché sulla spalla ha la cicatrice della vaccinazione”. Ad ogni modo, “un discorso è discutere legittimamente sull’obbligatorietà” dei vaccini, “come fa il segretario Salvini. Altra cosa è farsi portatori di una linea in cui io assolutamente non mi identifico”, dice il governatore leghista. L’ennesima stoccata ai colleghi di partito scesi in piazza.

Intanto, secondo Fabrizio Pregliasco occorre usare il Green pass per scongiurare la didattica a distanza. Per il direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano, applicare il Certificato verde al mondo della scuola, tra insegnanti e studenti, “è il minimo, in particolare i docenti sono a rischio e vanno tutelati per tenere aperta la scuola”. È quanto dichiara in un’intervista a La Stampa dove dice di comprendere “la situazione dei genitori e la complessità di vaccinare i ragazzi fino a 12 anni entro settembre, ma non ci sono rischi e bisogna provarci”. E poi non ha dubbi sull’utilità generale della certificazione verde, “soprattutto tra gli indolenti”, e fa riferimento a quanti si sono precipitati a vaccinarsi dopo l’annuncio del decreto sul Green pass. Attualmente questo dura nove mesi, ma per il virologo “un’idea potrebbe essere prolungarlo a un anno sulla base degli studi sulla durata dell’immunità dei primi vaccinati”.

I nuovi casi continuano ad aumentare. Secondo la Fondazione Gimbe siamo nella quarta ondata, ma il professore, secondo quanto dichiara al Corriere della sera, spera sia “solo un colpo di coda”. E comunque si tratta di una situazione “in linea con quello che già è successo in altri Paesi, mentre noi vivevamo una sorta di luna di miele”. Il riferimento è al lockdown prolungato dell’Italia rispetto a Spagna e Portogallo che hanno riaperto prima e che hanno visto risalire i contagi in anticipo.