La Bibbia non prevede la separazione delle carriere

La sistemazione dei libri (quelli di cui sono geloso e che custodisco altrettanto gelosamente in un armadio) mi fornisce occasione per raccontare del primo processo della Storia. Già… il primo. E quale sarebbe il primo processo? Secondo Daniel Friedmann (“Diritto e Morale nelle storie bibliche”, Giuffrè, Milano, 2008, se interessasse a qualcuno), il primo processo è quello in cui tre imputati sono giudicati direttamente da Dio.

Adamo, che crolla alla prima domanda dell’Inquisitore (hai forse mangiato dell’albero di cui io ti avevo proibito di mangiare?) e formula la prima chiamata di correo (è stata Eva). Eva, che subito ribalta sul serpente e quest’ultimo che fa lo gnorri. Risultato? Tutti condannati dal Giudice, che altri non era che l’Accusatore di poco prima.

Riassumendo: la Bibbia non prevede la separazione delle carriere e contiene una regola di giudizio diversa dal 192, comma 3, del Codice di Procedura penale. In altri termini, la parola dei pentiti è prova piena. Rinviando alla prossima volta i cortesi lettori – con i quali parleremo del secondo processo, quello contro Caino accusato di omicidio, e delle regole probatorie antiche – vorrei ricordare loro che nell’Alto dei Cieli non hanno mai riformato il codice. C’è ancora quello, insomma. Statevi accorti.