Giustizia: esultano Lega e Pd, il M5s mastica amaro

Il Consiglio dei ministri approva la proposta di mediazione sulla riforma del processo penale. Stavolta, il Movimento 5 stelle non si mette di traverso, ma non festeggia. Tempi più lunghi, fino a sei anni in appello, per i processi per delitti con aggravante mafiosa, nella fase transitoria di entrata in vigore della nuova prescrizione, fino al 2024. Il compromesso nasce da un intervento del ministro del Lavoro dem Andrea Orlando. Così, sarebbero stati fugati i dubbi pentastellati sull’improcedibilità per l’articolo 416 bis.1 del Codice penale, sull’aggravante mafiosa.

Una deroga esplicita per quei reati ci sarebbe nella fase transitoria, con la possibilità di termini fino a 5 anni a regime. La ministra della Giustizia Marta Cartabia sostiene che ci sia “l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di concludere nei prossimi giorni” l’approvazione della riforma. “Ora – sostiene – giustizia celere. Nessun processo andrà in fumo. Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si è sviluppato in queste settimane, sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi a essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma così significativa e innovativa nel nostro Paese”. Secondo la Guardasigilli, “è una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un’approvazione all’unanimità con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c’è l’obiettivo di accelerare il più possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma”.

Il leader pentastellato Giuseppe Conte ai cronisti si dice “molto rammaricato. Perché dalla Lega c’è stata una durissima opposizione all’allungamento dei tempi di prescrizione per i processi per mafia”. Per il segretario del Pd Enrico Letta, si tratta di una “riforma della giustizia che si avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia. Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità. Ci siamo spesi per l’accordo. Ne siamo contenti”.

Matteo Salvini e Giulia Bongiorno non nascondono la loro “soddisfazione per la riforma della giustizia: come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale. E ora avanti tutta con i referendum che completeranno il profondo cambiamento chiesto dai cittadini”.