Gli effetti collaterali del climatismo buonista

lunedì 25 ottobre 2021


I minatori bambini nelle miniere di cobalto in Congo

Le parole d’ordine del politicamente corretto stanno avendo una traslazione semantica sotto la spinta della narrazione ecologica. Abbiamo la diffusione per mano giornalistica e governativa di una propaganda con termini come sostenibile, inclusivo, green. Il termine inglese rappresenta il tema di fondo e la foglia di fico che copre gli abusi spaventosi generati dalla economia ecologica. L’energia definita “pulita” proviene ancora in gran parte dai fossili (petrolio e carbone) o dal nucleare. Le pale eoliche e i pannelli solari sono ancora marginali, nonostante gli enormi investimenti in crescita esponenziale, sostenuti dalle centrali di potere che ne hanno fiutato l’affare. Una visione panoramica avulsa dalla distrazione dei particolari, ci consente di analizzare e di smascherare le linee di tendenza che uniscono i vari punti del mosaico.

La cosiddetta “svolta elettrica” dettata dai ruolini di marcia della transizione ecologica, cammina in parallelo con il genderismo. Questo collateralismo è la strada maestra per diffondere e far accettare il pauperismo economico come la nuova normalità e, in parallelo, il neo-malthusianesimo cerca di giustificare l’assunto che cinque miliardi di umani su sette sono superflui, sono spazzatura da eliminare grazie alla transizione robotica delle procedure di lavoro, che prevedono addirittura l’inesistenza degli umani in un numero crescente flussi di produzione di offerta di beni e di servizi. I parametri di valutazione della eugenetica già in corso sono unilateralmente determinati da un ridottissimo gruppo di circa seicentomila persone che, secondo il politologo Giulietto Chiesa, sono i proprietari universali del pianeta. Alla combinazione infernale del genderismo, della plurisessualità, del politicamente corretto, dell’inclusione multirazziale, della sostenibilità ecologista, della precarietà permanente, aggiungiamo la nuova dottrina del climatismo, del pauperismo che giustifica la spoliazione di qualsiasi bene posseduto da privati cittadini e, infine, la pandemia dichiarata e poi cinicamente gestita da organismi internazionali di estrazione nordamericana e spalleggiata dai colossi tecno-farmaceutici.

Con l’identico metodo usato dai Chicago Boys di Milton Friedman, colpevole di aver provocato il collasso pilotato della Louisiana dopo i danni dell’uragano Katrina il 23 agosto 2005, questa miscela ha destabilizzato l’intera Europa, ha sfiorato Cina, Russia e India che sono gli altri tre quadrumviri del pianeta. Perché solo il Vecchio Continente? Perché lo scopo, non troppo nascosto, è quello di inchiodare gli interessi al tasso zero che è un segnale di blocco degli investimenti e della ripresa economica. Con il tasso zero il sistema finanziario non eroga crediti destinati agli investimenti per il rinnovo delle infrastrutture e per la ricerca tecnologica. Il tasso zero è una variabile che ha un peso rilevante segnaletico e finanziario rispetto alle altre variabili (azioni o indici azionari, merci, materie prime e tassi di cambio). L’azione combinata di queste variabili determina il prezzo di quotazione dei Fondi di investimento, dei Fondi sovrani, dei Fondi pensione e soprattutto dei Derivati il cui valore è circa trentatré volte il totale del Prodotto interno lordo (Pil) mondiale. In termini sintetici, l’ascesa dei tassi, provoca un deprezzamento dei valori di borsa e quindi i detentori di questi investimenti sostengono il blocco a zero del tasso, anche a costo di creare due-trecento milioni di disoccupati che sarebbero sostenuti con una forma di reddito universale unico il cui costo complessivo risulterebbe inferiore al totale del deprezzamento delle quotazioni dei fondi e dei derivati!

Adesso sarà più chiaro perché sono apparsi in Europa movimenti politici che hanno sostenuto, e continuano a farlo, l’assegnazione di un reddito di sostegno della popolazione disoccupata. A copertura di questo disegno si muovono i movimenti ecologisti, il pauperismo, l’economia sostenibile chiamata “green”, il climatismo, il genderismo, il politicamente corretto, il terrorismo che mantiene i Paesi bersaglio sotto una guerra ibrida a bassa intensità dettata dalla eterna emergenza. Non a caso, l’attenzione della mega-macchina propagandistica si focalizza sull’immigrazione, sulle bottiglie che galleggiano su specchi d’acqua di cui non si comunica il luogo e spacciati per mare aperto.

Con enorme malafede, si confondono volutamente gli effetti del surriscaldamento del pianeta causato da un incremento dell’attività solare con gli effetti dell’inquinamento che pesa in modo residuale rispetto alle cause esogene ma che è artatamente ingigantito con il preciso intento di colpevolizzare i cittadini inducendoli ad accettare felicemente una economia povera di mezzi, detta “green” (leggi povertà), ma eticamente “giusta”. Gli umani – opportunamente accusati di tutto – devono imparare in fretta, anche con la forza, ad accettare la nuova economia green che è un eufemismo che significa povertà diffusa, frequenti interruzioni dell’energia, scarsità di cibo, di materie prime, di acqua. La concentrazione di accuse agli umani nasconde le effettive colpe dei colossi multinazionali, autori di devastazioni in Africa e di numerose deforestazioni in Sudamerica. Ma, va evidenziato, la vulgata attuale criminalizza i singoli cittadini.

Tale rovesciamento delle responsabilità nasconde l’intenzione delle élite di depredare gli ultimi beni posseduti dalla popolazione stordita, terrorizzata, disorientata, baccata dalle polizie di turno e da una sapiente e ben orchestrata emergenza-permanente-fate-presto, dal terrore pandemico permanente. Quando sarà razziato tutto il possibile, si procederà ad una campagna propagandistica che giustificherà come atto etico la eliminazione di cinque miliardi di umani dichiarati “superflui” da vari centri di opinione (università, gruppi politici, reti informative). Il neo-malthusianesimo come emblema della cultura di morte che promuove l’aborto, il suicidio di massa, la cessazione di cure mediche considerate un centro di costo da limitare ed eliminare, la diffusione della infertilità da precariato. Il collasso demografico sarà fronteggiato dalla immigrazione prossima ventura di almeno 180.000.000 di cosiddetti migranti destinati a lavorazioni di basso valore.

Infine, va fatto notare che gli apostoli del sinedrio climatista, genderista, buonista, inclusivo, sostenibile prestano una ossessiva attenzione ai migranti deportati da strutture schiavistiche private che ne traggono immensi profitti, alcune delle quali hanno nomi famosi dell’industria e delle banche nei loro Consigli d’Amministrazione! Viene sostenuta la plurisessualità, ma c’è un fitto silenzio sulla ignominia del lavoro schiavistico che uccide milioni di umani soprattutto bambini. Muoiono nelle miniere per mancanza di protezione quando estraggono terre rare, coltan e cobalto a mani nude. Quel cobalto che viene utilizzato per la produzione di batterie per auto elettriche ecologiche e sostenibili”. Il paradosso kafkiano emerge se pensiamo che queste auto, che la popolazione deve comprare dietro un martellante coro pubblicitario, saranno parcheggiate per le strade perché inutilizzate a causa delle sempre più frequenti interruzioni di corrente elettrica. Avremo città somiglianti agli scenari del bel film distopico “Io sono leggenda”.

La finta e ipocrita ecologia climatista green inclusiva plurisex è platealmente indifferente al silenzioso e nascosto genocidio di milioni di ultimi della terra che estraggono il materiale utile alle economie pulite. Il silenzio totale evita l’imbarazzo e quindi si comprende il silenzio delle ben note firme giornalistiche, degli intellettuali, dei governi, somma, le anime belle che si sbracciano per i cosiddetti immigrati, per il genderismo, per la presunta ecologia, mentre considerano la morte di questi ultimi come danni collaterali.

Viene da domandarsi chi è più etico: chi scrive queste righe e coloro che le stanno leggendo o coloro che sono al comando come “padroni del discorso” fra i quali ci sono in prima fila i capi religiosi, ai governi, alle industrie, alla finanza tutti attenti ipocritamente alle migrazioni e ai soldi che riceveranno con i colossali affari del green? Qualcuno muore per loro dietro le quinte ma non importa a nessuno. Riflettiamo… e molto!


di Manlio Lo Presti