Covid, Super Green pass: tra critiche e gestione della pandemia

Domani si riunisce la cabina di regia sulle nuove misure anti-Covid. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, in vista del Consiglio dei ministri è previsto un incontro per affrontare l’emergenza pandemica. Sul tavolo figura l’obbligo di terza dose per i sanitari e il Super Green pass. Il governo, con l’obiettivo di salvare il Natale, valuta un nuovo decreto più proibitivo nei confronti dei non vaccinati. In sostanza, da dicembre chi non si vaccina non può sedersi al ristorante, andare al cinema, a teatro, allo stadio, in discoteca, a sciare, o frequentare palestre e piscine.

“Tecnicamente, è più sicuro l’obbligo di vaccinazione per tutti che il Super green pass. Ma soprattutto, l’anticipo a 5 mesi della terza dose consentirà ad un numero più ampio di italiani di rinforzare da subito la protezione contro il Covid. Ne è convinto Fabio Ciciliano, membro fin dall’inizio dell’emergenza del Comitato tecnico scientifico al quale il governo dovrebbe chiedere nelle prossime ore un parere sulle nuove misure da introdurre per frenare la quarta ondata del virus.

Per il governatore del Veneto Luca Zaia, sono due i capisaldi per fronteggiare il Covid: “Il primo è non chiudere più, il secondo dare una risposta a chi si è vaccinato”. A fronte della situazione epidemiologica nei paesi confinanti, il governatore, intervistato dal Messaggero, tornerebbe “alle vecchie pratiche dei tamponi agli aeroporti e dei controlli per chi arriva dai Paesi più in difficoltà. Anche la Germania li fa, non vedo quale possa essere il problema. Lì c’è una frontiera sanitaria, e ho chiesto al governo che venga imposta di nuovo anche qui”.

Zaia si dice soddisfatto dell’incontro con il governo: “Tutte le regioni hanno portato la loro preoccupazione e tutte hanno rimarcato che i non vaccinati, nonostante siano minoritari nella nostra comunità, hanno un impatto notevolissimo a livello sanitario. Il governo ha preso nota delle nostre posizioni e a breve interverrà con un provvedimento”. Le zone a colori “hanno dimostrato di funzionare e non avrebbe senso accantonarle. Vanno solo adattate alla situazione attuale”. “Le regioni chiedono di applicare in maniera differenziata le restrizioni tra vaccinati e non vaccinati”. qui”. Interpellato sulle divisioni nella Lega, ribatte: “Io penso che il dibattito sia assolutamente normale in un partito. Specie in uno grande come il nostro, che di certo non fa le riunioni in cabine telefoniche. E poi vorrei ricordare che la Lega è un insieme di leghe regionali che hanno storie diverse ed estrazioni politiche diverse. Il confronto è il sale delle democrazia. Ma la Lega è un partito granitico, non ci sono correnti”.

Frattanto, in 8 regioni e province autonome cresce la percentuale di posti in reparto occupati da pazienti Covid con sintomi, ovvero: Calabria (al 7 per cento), Marche (al 10 per cento), Puglia (al 4 per cento), Piemonte (al 5 per cento), Toscana (all’8 per cento), Umbria (al 7 per cento), Sardegna (al 6 per cento) e Bolzano (al 9 per cento). In altre 6 sale la percentuale di letti Covid nelle terapie intensive: Basilicata (al 2 per cento), Lombardia (all’11 per cento), Veneto (al 6 per cento), Piemonte (al 6 per cento), Sicilia (al 10 per cento) e Trento (al 10 per cento). La situazione è stabile in Friuli-Venezia Giulia, ma a livelli oltre soglia, pari a 15 per cento e 17 per cento. Questi i dati del monitoraggio Agenas che confronta i dati del 22 novembre, con il giorno prima. A livello nazionale, secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, il 6 per cento delle terapie intensive e l’8 per cento dei posti in reparto, sono occupate da parte di pazienti Covid, entrambi i valori sono sotto la soglia limite, rispettivamente al 10 per cento e 15 per cento, il cui superamento costituisce uno dei parametri che possono determinare il passaggio della regione in zona gialla.

Puntuale arriva la critica di Massimo Cacciari al Super Green pass. Per il filosofo la nuova stretta è “intollerabile”, perché “prima almeno c’era ancora la foglia di fico del tampone, se cade anche questa allora è diventato un obbligo, quindi occorre che ci sia una piena assunzione di responsabilità da parte delle autorità, quindi un obbligo esplicito alla vaccinazione senza se e senza ma”.

Ai microfoni della trasmissione radiofonica L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus, l’ex sindaco di Venezia esorta il governo ad assumersi le proprie responsabilità: “Da molte evidenze scientifiche – sostiene – si parla di correlazioni possibili tra certe categorie ed effetti dovuti alla vaccinazione. Invece adesso quando vai a vaccinarti sottoscrivi una dichiarazione in cui elimini ogni responsabilità dello Stato e delle case farmaceutiche”. Secondo Cacciari c’è un altro aspetto da prendere in considerazione. Per il filosofo il vaccino non basta a proteggere dalla malattia grave: “Perché continuiamo a vaccinarsi con questo vaccino? I vaccinati contagiano e vengono contagiati”. Guai a chiamarlo “No vax”: “Non lo sono, chiedo e basta”, dice a gran voce.