Pnrr, Draghi: “Per un Paese più moderno, equo e sostenibile”

Mario Draghi è convinto che il Pnrr rappresenti un’occasione straordinaria per il futuro dell’Italia. Il premier invia un saluto, in occasione della prima riunione del “Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale”. Il piano nazionale di ripresa e resilienza può “rendere il nostro Paese più moderno, equo e sostenibile. Il suo successo dipende dalla collaborazione di tutti: parti sociali, enti territoriali, società civile”. Secondo il presidente del Consiglio, “il Tavolo permanente permette una consultazione attiva e costante per migliorare l’attuazione del Piano, rimuovere eventuali ostacoli, accelerare la sua realizzazione”.

Per il presidente della Fondazione Mezzogiorno Antonio D’Amato, “il Pnrr non dovrà fallire perché è necessario non solo per il Mezzogiorno, è indispensabile per l’Italia e l’Europa”. D’Amato ha sottolineato che “se l’Europa ha dato al nostro Paese risorse così importanti è per garantire il riequilibrio debito pubblico-Pil che è condizione minima per tenere unita nuovamente l’Europa”. Rispetto all’utilizzo delle risorse a favore del Mezzogiorno, D’Amato ha evidenziato che “abbiamo la necessità di mettere a sistema in una chiave orizzontale tutte le canne d’organo che nel Pnrr sono previste. È questo anche il contributo che offre la Fondazione Mezzogiorno che mette insieme imprenditori del territorio, imprenditori nazionali e internazionali che hanno voglia di investire qui, in una logica di sussidiarietà orizzontale per dare alle amministrazioni e al Paese la possibilità di far leva sul meglio delle competenze possibili. Realizzando in una chiave sistemica gli interventi del Pnrr si può creare un’accelerazione forte”.

Per D’Amato, “se investiamo male le risorse del Pnrr non solo non saremo in grado di restituirle aggravando in maniera pesantissima la struttura debitoria del nostro Paese, ma avremo anche una perdita di reputazione e di immagine a livello nazionale e internazionale”. Il presidente della Fondazione Mezzogiorno ha sottolineato che al Sud “dobbiamo essere attenti e impegnati ad avere il massimo di responsabilità e dobbiamo essere anche molto rigorosi nel non consentire deroghe e slittamenti verso tentazioni di basso profilo nelle prospettive di investimento perché o siamo davvero in grado di accelerare la crescita dell’occupazione e del Pil o facciamo un danno irreparabile al nostro territorio e al Paese”. Secondo D’Amato dunque le risorse del Pnrr devono essere utilizzate per “progetti radicali che abbiano la capacità di cambiare in modo radicale il territorio e il sistema produttivo per far crescere il Pil del Sud di 10-15 punti”.

La Cgil considera “positiva” l’apertura del tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale sul Piano di ripresa e resilienza, ma sottolinea che sono trascorsi cinque mesi e non è ancora stato definito il Protocollo nazionale, previsto dalle legge 108, per la partecipazione delle parti sociali alle scelte sugli investimenti del Pnrr. Lo afferma la vicesegretaria generale Gianna Fracassi. “Mancano ancora le linee guida – ha detto – per l’attuazione della clausola sociale per giovani e donne. È importante che tutti gli investimenti del Pnrr siano vincolati al 30 per cento di assunzioni dedicate alle donne e al 30 per cento ai giovani– Crediamo che le scelte necessarie a definire gli investimenti utili al Paese e al mondo del lavoro debbano essere realizzate con il coinvolgimento e la partecipazione dei sindacati”, ha concluso Fracassi.