Quirinale, Tabacci: “Tutti i partiti chiedano il bis a Mattarella”

Bruno Tabacci non si rassegna. Per il centrista, Sergio Mattarella è la via per garantire continuità al Paese, nell’attuale fase drammatica. Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sul Quirinale, “l’unica via d’uscita possibile è che i partiti, tutti, prima di infilarsi in vicoli perigliosi chiedano a Mattarella un ultimo sacrificio: il Paese ha bisogno di continuità a tutti i livelli”. Lo dice Tabacci in un’intervista alla Repubblica. “C’è un sovraccarico di responsabilità. Il taglio dei parlamentari già varato riduce a 675 il numero dei grandi elettori. Se si sceglie male o con prove di forza rischiamo che la nuova presidenza possa venire contestata per carenza di legittimazione”, spiega il presidente del Centro democratico. “Il punto è che non si può rinunciare, in questo momento, a una continuità istituzionale”, sostiene Tabacci. Gli viene chiesto se il premier, come sostiene Giancarlo Giorgetti, non potrebbe garantirla anche dal Quirinale.

“Il presidenzialismo di fatto – risponde – non esiste, non siamo in Francia e servirebbe una riforma costituzionale. La lotta al Covid che non è finita, l’esigenza di rispettare le scadenze del Pnrr, e la necessità di proseguire in una fase di rilancio economico suggeriscono che Draghi rimanga a Palazzo Chigi. La continuità, per me, significa che non possiamo giocarci né Mattarella né Draghi”. Il problema “non è Berlusconi, ma il fatto che una candidatura imposta da una parte politica sull’altra – e penso anche all’ipotesi Gentiloni – finirebbe per spaccare la maggioranza di Draghi”, conclude il sottosegretario.

D’altro canto, il centrodestra continua a promuovere l’ipotesi Berlusconi. “Al momento – afferma Maria Stella Gelmini a Rtl 102,5 – abbiamo un presidente che è Mattarella e sta facendo un grandissimo lavoro. È chiaro che il Parlamento sarà chiamato a esprimere una posizione”. La ministra per gli Affari Regionali sottolinea come il centrodestra in Parlamento abbia “numeri importanti. Sicuramente se ci fosse la possibilità di una candidatura del presidente Berlusconi che ad oggi non si è ancora candidato, certamente il centrodestra sarebbe compatto nel votarlo. È evidente che si deve andare oltre gli schieramenti ed è comunque un dibattito prematuro”.