L’allarme dei presidi: valanga di classi in Dad

L’allarme è chiaro: “Le previsioni della rivista specializzata Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi”. Una stima “facile da fare guardando i contagi”. Così quanto sostenuto da Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, intervenuto a Rai News 24.

“Meglio rinviare l’apertura”

Giannelli non ha utilizzato troppi giri di parole: “Quello che il Governo non ha voluto fare lo farà la pandemia. A mio avviso – ha sottolineato – sarebbe stato preferibile rinviare l’apertura di 2-3 settimane per raggiungere gli obiettivi che al momento non sono raggiunti”. L’Esecutivo, pertanto, “ha compiuto una scelta legittima sulla quale io non sono d’accordo. Ma questo è normale un uno Stato democratico”.

Ricorso al Tar

Nel frattempo, l’Avvocatura distrettuale dello Stato (sede di Napoli) ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo della Campania contro l’ordinanza con cui la Regione campana ha deciso di rinviare l’apertura dei plessi scolastici a causa della pandemia. Ordinanza che è stata sospesa dal Tar.

Studenti subito in classe: ecco perché

Gli studenti subito in classe? C’è una spiegazione, motivata dall’“evidenza che il prolungato e diffuso uso di una distanza provoca problemi alla vita di una comunità”. Inoltre, esiste “un disposto sufficientemente flessibile che da una parte stabilisce il principio del “tutti a scuola”, dall’altro, laddove ci siano dei problemi, dà la possibilità di ricorrere alla distanza”. Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, a Radio Uno – proprio nel giorno del ritorno in classe degli alunni – ha ribadito: “Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c’è un Paese che nel suo insieme si assume l'incarico di far tornare a scuola i ragazzi”. E sulle mascherine Ffp2 ha sottolineato: “Abbiamo fatto un intervento importante, il generale Figliuolo ha raggiunto un accordo con le farmacie per calmierare il prezzo a 0,75 euro. Le diamo gratuitamente già a tutti gli operatori, soprattutto della scuola dell’infanzia dove non ci sono protezioni per bambini. Però è un tema importante, ho capito che sta molto a cuore e lo porrò in evidenza al Consiglio dei ministri”.

Zaia: “Situazione preoccupante”

La discussione però è sempre in piedi. Luca Zaia, governatore del Veneto, a Mattino Cinque ha spiegato lo stato dell’arte nel suo territorio: “La situazione è preoccupante, il 25-30 per cento tra studenti e insegnanti sarà assente con defezioni dovute a malattia, quarantena o mancata vaccinazione. Draghi si faccia dare un parere dal Comitato tecnico-scientifico – ha continuato – perché l’assembramento è inevitabile, da noi. Almeno 800mila persone saranno confinate in aula per ore, con il rischio che, se ci saranno positivi, ci siano anche contagi”. Zaia ha confessato di essere favorevole alla riapertura delle scuole “ma con precise indicazioni del Cts. Quella di oggi è, di fatto, una falsa partenza”. Infine, per Zaia il sistema dei tamponi è da rivedere, perché “per le scuole primarie è impossibile che ogni ragazzino ne faccia due a settimana, perché con la richiesta che già c’è il sistema, e in Veneto abbiamo il migliore del Paese, andremo inevitabilmente in crash. Per questo noi al momento spingiamo con il fai da te, ma anche su questo c’è un limite”.