Sky si trasforma… con tremila esuberi

La trasformazione digitale e il passaggio da media company in piattaforma che mette a disposizione degli abbonati film, intrattenimento, documentari, calcio, sport comporterà per Sky Italia una riduzione degli organici tra le 2500 e le 3mila unità. Non è soltanto una conseguenza di aver perduto con Dazn la battaglia dei diritti televisivi del calcio di serie A.

L’azienda, che è passata nell’orbita degli americani di Comcast, cambia strategia, come ha annunciato l’amministratore delegato Maximo Ibarra ai comitati di redazione di Sky, Sky Tg24 e Sky Sport 24, con l’obiettivo di governare gli esuberi attraverso incentivazioni e gli ammortizzatori sociali. Un passaggio importante, per articolarsi sul modello di Netflix in un mercato in rapida evoluzione, sia in Italia che a livello internazionale.

C’era molta preoccupazione tra i giornalisti per le voci che si rincorrevano su un ridimensionamento della programmazione sportiva. È stato assicurato, invece, che Sky rimarrà “la casa dello sport” anche se nel triennio 2021-2024 perderà la possibilità di trasmettere alcuni dei tradizionali appuntamenti sportivi. Dopo il lungo monopolio Rai, il gruppo Sky da 18 anni ha sempre acquistato la parte principale del pacchetto calcio, ad eccezione della Nazionale azzurra, dei Mondiali e dell’Europeo, che sono rimasti alla televisione di Stato. Dal 2003 la situazione è molto cambiata: trasmettere il calcio costa sempre di più e sono aumentati gli operatori concorrenti.

C’è ancora molta incertezza sulla vicenda dei diritti televisivi. L’asta promossa dalla Lega calcio non è ancora conclusa. Manca l’assegnazione del pacchetto 2 (tre delle dieci partite settimanali) e l’aggiudicazione dei diritti all’estero extra Usa e Canada. Sky ha ancora per il prossimo biennio i diritti sulla Champions League e sulla Europa League. Il confronto tra i comitati di redazione e all’amministratore Ibarra ha portata ad una fase di attesa, considerato che i tagli riguarderanno particolarmente i settori considerati non strategici. I giornalisti chiedono, tuttavia, “trasparenza compatibilmente con gli obblighi di riservatezza sulle eventuali trattative in corso, sui piani a medio e lungo termine per gli investimenti in serie televisive e intrattenimento”.

Si apre per i giornalisti Sky un nuovo capitolo, dopo lo spostamento delle redazioni e del centro di produzione da Roma a Milano. Se lo sport per Sky resta un asse strategico e fondamentale, ci sarà da verificare dove colpiranno i tagli giornalistici. Finora uno dei principali motivi di fidelizzazione degli abbonati Sky è stato il calcio, domani la scena italiana sarà occupata da Dazn, che ha trascorso una domenica infernale per problemi tecnici. Il blackout che ha colpito durante le partite Inter-Cagliari, Verona-Lazio, Reggina-Vicenza ha scatenato la reazione degli abbonati, tanto che l’azienda dell’ucraino Len Blavatnik ha permesso all’amministratore delegato, Veronica Diquattro, di affermare – con un comunicato – che “gli abbonati saranno rimborsati” anche se il problema alla fine è stato risolto.

Ma cosa è successo? Le grane degli albori dello streaming del 2018 sono state parzialmente risolte con la fibra ottica e le connessioni veloci. Ma le complicazioni tecnologiche sono dietro l’angolo. E così il partner che ha provocato l’incidente è Comcast technology solution, una società che fornisce servizi di telecomunicazioni.

Per somma di sfortuna di Dazn, il partner fa parte della galassia del colosso americano Comcast, che nel 2018 ha acquistato Sky dall’australiano Rupert Murdoch.