Il vicedirettore del quotidiano “La Repubblica” in una frase riesce:

1) a scrivere sesquipedali sciocchezze; in Brasile sono stati finora somministrati AstraZeneca e Sinovac, la mancata approvazione del russo Sputnik è stata causa di tensioni a livello internazionale. In India sono stati somministrati AstraZeneca e Covaxin (indiano), Sputnik è disponibile solo dal primo maggio;

2) a rovinare in un abisso di, a tacere d’altro, “cattivo gusto” evocando “rivincite” a suon di migliaia di morti;

3) a citare a sproposito la “democrazia liberale”; siamo abituati a questa “truffa delle etichette”, ma trasformare ogni questione in un impasto mal riuscito tra una guerra di religione ed una discussione da Bar sport è quanto di più distante possa immaginarsi dall’essere liberale;

4) a rappresentare plasticamente quanto ormai il disorientamento della Sinistra e di ciò che resta dei suoi sancta sanctorum richieda un pronto ricorso a Google Maps più che a Fedez. Sperando sia sufficiente.