Tokyo 2020: per l’Italia il sogno continua

Sono nove le medaglie già conquistate dall’Italia, arrivata alla sesta giornata della XXXII edizione dei giochi olimpici. L’incredibile oro conquistato da Vito Dell’Aquila nel taekwondo, l’argento nella sciabola di Luigi Samele, il bronzo per Elisa Longo Borghini nel ciclismo, per Odette Giuffrida nel judo 52 chili e per Mirko Zanni nel sollevamento pesi categoria 67 chili. Arriva con un giorno di distanza  il bronzo anche per Nicolò Martinenghi nei 100 rana, l’argento per Diana Bacosi nello skeet e per Daniele Garozzo nel fioretto.

Storico argento conquistato anche per la 4x100 stile libero di nuoto. E sempre nel nuoto l’Italia si consente di sognare: la “divina” Federica Pellegrini è riuscita ad aggiudicarsi l’ingresso nella semifinale della sua gara preferita, i 200 stile libero, anche se solo con il 15° tempo di 1'57''33: “Ho fatto molta fatica, ma domattina bisogna cambiare registro e lottare dalla corsia laterale per fare meglio - ha detto Federica a RaiSport -. La vigilia è stata serena, mi sono preparata bene e il percorso è stato fatto bene. Vorrei continuare così. È  molto bello essere qui, una grande soddisfazione. È sempre molto emozionante. Siamo nella bolla da un anno, ci siamo abituati. Peccato non ci sia il pubblico. Sarà una scalata difficile”.

Ma non è la sola dalla quale ci si aspettano grandi risultati. E qui si apre la nota dolente: la giovane promessa dei 100 metri rana Benedetta Pilato, che poteva tranquillamente aspirare all’oro, ha fatto un tempo pessimo nella sua batteria ed è stata addirittura squalificata. Anche la scherma femminile del fioretto segna un triste primato: dopo 29 anni il nostro Paese perde il podio e Alice Volpi si deve accontentare all’ultimo di un quarto posto.

Ma non c’è tempo per i rimpianti, le gare sono così: anni di allenamenti si concentrano in pochi minuti e non sempre si riesce a centrare l’obiettivo. Ma non bisogna smettere di sognare.

Per questo, un capitolo a parte lo meritano le atlete della ginnastica artistica che, capitanate dalla indomabile Vanessa Ferrari, sono riuscite a conquistare ben 4 finali: l’accesso alla finale a squadre, la finale di specialità al corpo libero (per Vanessa) e la finale all-around per Martina Maggio e Alice D’amato. Un’impresa davvero storica, con la nostra Vanessa che è riuscita nel miracolo di arrivare davanti all’aliena Simone Biles (14.166 per l’azzurra, e 14.133 per la statunitense).

E, a proposito di aliene, bisogna rendere omaggio all’atleta uzbeka Oksana Chusovitina che a  46 anni ha gareggiato per l'ottava volta ai Giochi. Quando è stata eliminata nel volteggio (il suo attrezzo prediletto), le gare sono state sospese al centro di Ariake per renderle giustamente omaggio.