Sardegna in fiamme, la solidarietà di Confimprenditori al territorio

La Sardegna brucia. Secondo le prime stime regionali, gli incendi in provincia di Oristano hanno bruciato almeno 20mila ettari di terreno. Per queste ragioni, la Confimprenditori nazionale e la Confimprenditori Sardegna, esprimono “solidarietà ai cittadini, alle famiglie e alle imprese dell’Isola, colpite in questi giorni dalla tragedia ambientale degli incendi che stanno divorando la Regione. Ora è fondamentale concentrare gli sforzi nell’evitare un effetto domino in quanto a perdite. Servono fondi in aggiunta e aiuti economici per le attività produttive danneggiate, per la popolazione locale gravemente minata e a sostegno dell’eco-sistema da ripristinare. Irrimediabilmente rovinati pascoli, ulivi, capannoni, fienili con relative scorte di foraggio e mezzi agricoli”.

Le organizzazioni chiedono “ristori immediati per famiglie e imprese. Ma le istituzioni non dimentichino la prevenzione. Quasi 1.500 le persone sfollate. I roghi alimentati dal vento hanno ucciso animali, con effetti incalcolabili per l’agricoltura. Totalizzanti gli effetti sull’ambiente, molto gravi quelli su economia, lavoro, turismo. Ci vorranno almeno 15 anni per riabilitare boschi e macchia mediterranea distrutti dalle fiamme”. Per questi motivi, Confimprenditori nazionale e la Confimprenditori Sardegna invocano “ristori immediati, finalizzati alla ripartenza. Ci preme inoltre ricordare l’urgenza di un lavoro coordinato – anche e soprattutto da parte delle istituzioni centrali – nella prevenzione di simili episodi. Il soccorso, per quanto essenziale, come dimostra questa ennesima catastrofe, arriva a tragedia già in atto, quando è ormai tardi. Quindi, per quanto riguarda la protezione del territorio dalle calamità naturali – quali incendi ma anche inondazioni – le cose vanno predisposte con piani a lungo termine. Nello specifico le foreste vanno gestite con diradamenti e decespugliamenti”.

Le organizzazioni ricordano che, “spesso le montagne e le aree naturali versano in stato di incuria per mancanza di politiche di forestazione e piani di prevenzione. In sostanza: fondi, coordinamento, programmazione. Ci auguriamo che le istituzioni centrali – oltre al sostegno essenziale per alleviare questa ferita – forniscano maggiori indicazioni per una tutela dei nostri preziosi territori, declinata sul futuro”.