Il professor Filippo de Jorio esercita la professione d’avvocato da oltre sessant’anni. A buon ragione è ritenuto una sorta di memoria storica della vita forense italiana: ha vissuto il dopoguerra, tutta la Prima Repubblica ed oggi attende d’assistere ad eventuali riforme che risolvano gli squilibri tra accusa e difesa.

Riforme che promettono cambiamenti nelle carriere di pubblici ministeri e giudici. Ma Filippo de Jorio si dichiara un po’ scettico, anche se “Buona Parola a Tutti” ha raccolto la soddisfazione dell’avvocato per aver ottenuto in Cassazione una vittoria buona per tutta la classe forense. Il professore si dice soddisfatto per questa goccia nel mare delle disfunzioni del sistema giudiziario italiano, ma non nasconde che il rapporto tra avvocati e magistrati è difficilmente riequilibrabile, nonostante le buone intenzioni delle varie parti politiche.

Ricordiamo che de Jorio ha ricoperto importanti cariche pubbliche in Italia ed in ambito europeo: è specialista in diritto amministrativo e consulente legale di molti enti pubblici. Ma da esperto nella difesa dei diritti della gente comune, è ben conscio che difficilmente i tribunali di oggi darebbero ragione al cittadino e torto a banche ed assicurazioni. Sentenze criticabili e che fanno sorgere strani sospetti? Nell’intervista a Ruggiero Capone, il prof de Jorio lancia messaggi ai novelli riformatori. Lo fa dall’alto della sua esperienza a fianco di Massimo Severo Giannini (il più grande docente e studioso di diritto amministrativo dell’ultimo cinquantennio). Chissà se i referendari ne terranno conto delle parole del prof? Resta il fatto che il sistema giudiziario italiano non si aggiusta modificando la prescrizione.