Anche il lasciapassare è un film già visto

Strana la dinamica di questi scontri al centro di Roma accaduti il 9 ottobre 2021. La polizia non si muove. Il corteo scorre molto rumorosamente. La coreografia è sempre la stessa con cartelloni, slogan, urla, ma tutto scorre pacificamente. Improvvisamente, partono i tafferugli e gli agenti poco dopo agiscono. Gli squadroni blu sono attentissimi a non creare morti. Sarebbe una detonazione che porterebbe a scontri con centinaia di morti e feriti. L’ordine esecutivo è: tutti calmi. All’improvviso partono gli scontri e ci sono centinaia di giornalisti sul posto prontissimi a filmare e a scattare foto, ma ci sono anche i manifestanti che hanno fotografato e filmato! Cercheranno di limitare la diffusione di riprese e di immagini dei manifestanti. Il potere della diffusione è il loro. Il resto, ancorché fotografato e ripreso, sarà condannato all’irrilevanza. Il solito gioco, insomma. Tutto è accaduto in fretta e in modo troppo lineare. Pronto il pacchetto delle dichiarazioni del Colle e della Camera, di altri pretoriani. Pronti tutti a parlare, ad opinare. Pronte tutte le maggiori stazioni televisive già sintonizzate sul tema. Sembra la sequenza del film americano Quinto potere (Network), una pellicola profetica diretta nel lontano 1976 da Sidney Lumet.

Le domande di un dubbioso sono:

Chi ha coordinato l’azione di contenimento e di dispersione della folla? Chi sono i tecnici della sovversione appartenenti a misteriosi Uffici politici 2.0 che si sono infiltrati tra la gente? Chi ha pilotato il “provvidenziale” assalto alla sede nazionale della Cgil? Un sindacato da troppo tempo inerte assieme alle altre sigle confederali i cui iscritti sono stati abbandonati al tritacarne tecno-securitario farmaceutico. È evidente che si tratta di una vera e propria riabilitazione ed una rinnovata passerella a queste strutture moribonde, direi! Chi ha ordinato di diramare imbarazzanti cenni di solidarietà dell’effervescente avatar del Colle, del presidente della Camera, e di altri boiardi di Stato? Chi ha chiamato, con sospetta velocità, i soliti giornalisti governativi già seduti nelle 21 trasmissioni politiche? Ma costoro non dovrebbero fare giornalismo invece di fare passerella? Sapremo molto presto la verità, come è accaduto con Charlie Hebdo. E nessuno, ripeto, nessuno, mi venga a dire che queste sono fisime complottiste. Niente si muove se non dietro la copertura di un chiaro ordine netto ed irrevocabile dall’alto. La comoda e fuorviante favola delle “azioni spontanee” lasciamole agli utili idioti! Riflettiamo. Le dinamiche sono molto simili a tante del passato. Basta aver letto, capito, ricordato ed infine collegato con oggi. Non ci vuole molto. Basta pensarci un pochino. Ne riparleremo!

(*) Nella foto in alto sono ritratti in manifestanti No Green pass.

(**) Nella foto è ritratto l’attore Peter Finch in una scena di Quinto potere (Network) di Sidney Lumet.