Appunti di viaggio: in memoria di Laura Franceschelli

Scrivo queste brevi righe per onorare una solenne promessa fatta a una madre che sta vivendo un lutto infinito. Ciò scaturisce da un incontro casuale, mentre passeggiavo nel ridente paese di Manciano, in provincia di Grosseto, il quale mi ha profondamente colpito nell’animo. In questi luoghi incantati, dove persino i gatti mostrano una mansuetudine sorprendente, nel lontano 1988 è avvenuto un delitto estremamente efferato. Laura Franceschelli, diciannovenne figlia della inconsolabile signora Carola, fu attirata con un meschino stratagemma in casa di un conoscente, che all’epoca aveva 24 anni. La ragazza, tentando di resistere ad una violenza sessuale, venne massacrata in un modo che preferisco risparmiare al lettore. Di fronte ad una confessione e a prove schiaccianti il reo, che dopo aver lasciato il corpo minuto della giovane nella sua utilitaria in un luogo sperduto, partecipando persino alle ricerche, ricevette una condanna a 5 anni. Di fatto, godendo dei benefici di legge, il giovane venne liberato dopo meno di 4 anni. Per quel che ho saputo da alcuni cittadini di Manciano, questo signore sembrerebbe che lavori come postino in una località non molto lontana. E condurrebbe una vita normale, con moglie e figli.

Vita normale che alla signora Carola, per cui il tempo si è fermato in quel maledetto 17 giugno del 1988, non è stata più concessa. Dopo l’immane dolore di essere costretta a seppellire una figlia, da tutti descritta come una ragazza buona e giudiziosa, nel fiore degli anni, la ferita di una condanna oltremodo mite, che per mancanza di informazioni dettagliate non possiamo commentare, ha trasformato tale dolore in una ossessione che dura da oltre 33 anni. Un piccolo e molto tardivo sollievo la signora Carola lo ha ricevuto dal Comune di Manciano, il quale solo nel 2017, pare dopo anni di sollecitazioni da parte della cittadinanza, ha voluto ricordare la povera Laura dedicandole una via nei pressi della sua abitazione.

Parlando dell’accaduto con alcuni abitanti del luogo, si avverte ancora il riverbero dello choc collettivo che questo inaudito atto barbarico deve aver prodotto nell’ambito di una comunità estremamente mite e laboriosa. Un omicidio efferato avvenuto in un periodo in cui non c’era il grande interesse mediatico che simili tragedie riscuotono ai nostri giorni. Altrimenti è assai probabile che, finendo sotto la luce dei riflettori televisivi, le cose per l’autore del crimine sarebbero andate diversamente. Ma queste sono solo nostre congetture.

Possiamo solo dire, prendendo a prestito la frase di un celebre film, che “tutto il bene che la povera Laura ha fatto in vita, compreso quello di lottare con tutte le sue forze con il suo aguzzino, riecheggia nell’eternità”. Noi non ti dimenticheremo.