Emergenza sanitaria: una narrazione onesta e realistica

Da vaccinato (e con conseguenze, debitamente, segnalate a VigiFarmaco ed Ema) devo dire che non si possono accusare i “renitenti al vaccino” di mancanza di responsabilità quando le autorità stesse non si vogliono prendere l’onere di imporre un obbligo. Dico questo perché sembra comodo avere come capro espiatorio una ridottissima minoranza di cittadini No Vax per coprire carenze e fallimenti della gestione dell’emergenza. Né si possono bollare i No Vax di ignoranza e complottismo quando, da quasi due anni, il pubblico è sottoposto alla narrazione opaca e contradditoria di autorità e media. Per chi non ha memoria:

1) Il vaccino prima proteggeva dai contagi; poi solo dai casi gravi e morte;

2) servivano due dosi dello stesso preparato a rigorosa distanza di un certo numero di giorni; poi, a seguito di rallentamenti nella catena vaccinale, ci hanno comunicato che dosi più distanziate funzionavano anche meglio. Oggi si raccomandano i richiami con vaccino eterologo;

3) promettevano l’agognata immunità di gregge con il 70-80 per cento di vaccinati; oggi si narra che per colpa della Delta servirà più del 90 per cento, anzi no, che con questo virus dovremo convivere per anni e anni.

4) bisognava immunizzarsi per impedire le varianti. Invece, il virus muta ogni volta che infetta e replica. Con o senza vaccino;

5) la ripresa invernale dei contagi era attribuita ai vacanzieri dello spritz estivo. Poi hanno dovuto ammettere che il Covid-19 è un malanno stagionale;

6) ricordate la sceneggiata dei camion frigoriferi scortati dall’esercito? I vaccini a mRna dovevano essere conservati a temperature siderali. Oggi ci dicono che Pfizer può essere conservato per un mese in un comune frigo domestico. A temperature da scomparto latticini e ortaggi;

7) giuravano che non c’era relazione tra vaccini e manifestazioni trombotiche o miocarditi; poi, invece, anche l’Ema è stata costretta a includerle tra i possibili effetti collaterali;

8) dicono che contagi, casi, ricoveri e decessi siano in aumento tra i vaccinati a causa della riduzione degli anticorpi o della diminuita difesa verso la variante Delta. Ma ripropongono, per i richiami, i vaccini preparati per i ceppi precedenti. Non dovevano bastare poche settimane per “aggiornare” i vaccini alle nuove varianti?

9) Le statistiche non giustificano la necessità di immunizzazioni in età pediatrica. Ora da più parti preannunciano l’intenzione di vaccinare già da 5 anni, inseguendo la chimerica immunità di gregge e si avventurano a dichiarare che non servirebbe, nemmeno, il via libera dell’Ema. E così via…

Se si vuole convincere i più diffidenti e sfiduciati, il messaggio deve essere onesto e realistico. Spiegare, argomentare, non dileggiare o trattare con condiscendenza chi è, legittimamente, impaurito o scettico, in modo che ciascuno possa decidere in scienza e coscienza. Perché soprattutto i più fragili proteggano se stessi, rinunciando a narrazione terroristica e messianiche promesse di eradicazione della pandemia. Soprattutto in vista dell’arrivo di vaccini realizzati con metodiche più tradizionali, già in avanzata strada di approvazione. È difficile?