La caduta del Secondo Impero Tecnologico Occidentale

Contrariamente ai grandi Paesi asiatici e all’Africa, l’Europa è in costante decrescita demografica, in gran parte a causa della precarietà, dell’emergenza eterna e della disoccupazione che ora ha raggiunto centocinquanta milioni di persone nel vecchio continente. Qualcuno ha parlato di centosette milioni di disoccupati “scomparsi” di cui nessuno parla, chiedendo ai vertici comunitari dove fossero finiti tutti quanti. Il dato drammatico peggiorerà con la svolta robotica che eleverà questo numero a circa centottanta milioni di disoccupati. L’incremento è causato dalla espulsione repentina dei lavoratori impiegati in settori merceologici di beni e di servizi maggiormente robotizzati.

In questo quadro instabile e senza futuro certo, la natalità è impossibile né interessa a nessun governo sostenerla perché è considerato un costo. I flussi migratori in entrata sono invece un affare di miliardi di euro per le Ong, per gli schiavisti, per le filiere dell’accoglienza di matrice religiosa, per i governi che la usano come arma terroristica per sottomettere e spaventare le popolazioni dell’Europa, per facilitare lo spostamento di agenti segreti, per il contrabbando di pezzi di ricambio di armi leggere, per il traffico di organi umani, per il riciclaggio. Tutto questo nascosto nelle stive delle navi Ong e scaricato a terra di notte, quando i fari sono spenti. È più rapido e più facile importare schiavi che lavorano accettando paghe da fame e per i quali gli Stati spendono cifre enormi per il loro assorbimento, creando circuiti di denaro con ben precise destinazioni fuori da occhi indiscreti.

Le Sinistre hanno abbracciato tutto questo promuovendo il mondialismo, la meritocrazia che premia coloro che possono pagarsi università da 5mila euro al mese, il genderismo per favorire una minoranza numerica della popolazione coinvolta, il green, la scarsità cronica, la sostenibilità pauperista. Appare sempre più evidente che il “green” è una montatura propagandistica. Costituisce una copertura buonista per giustificare la carenza di risorse. La stretta sulla disponibilità di materie prime pongono la Cina e gli altri Paesi in crescita in grande difficoltà. La scarsità di materie prime e delle energie “sostenibili” è diventata un’arma geopolitica per tentare di stritolare i Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ufficialmente accusati di inquinare tanto quanto hanno fatto senza freni Europa e Usa con la incontrollata razzia predatoria di un pugno di colossi mondiali che continuano ad inquinare, deforestare, creare instabilità commerciali e riciclaggio di immense somme di denaro. Nel frattempo, premono dall’Africa duecento milioni di nigeriani affamati dal crollo del prezzo di vendita del loro petrolio, dieci milioni di tunisini, altri quindici milioni di nordafricani. Infine, è in arrivo una prima ondata di sei milioni di balcanici. Poi arriverà il resto! Nel frattempo, siamo bombardati 76 ore al giorno dal terrorismo dello psico-virus. Forse, c’è qualcosa che non va.

È la sostenibilità, bellezza!