06 Febbraio 2010 - Interni
Nell’Idv si teme la scalata di de Magistris favorita dalle inchieste del Corriere della Sera
Il Pd aiuta i nemici di Di Pietro

E’ difficile credere che il Corriere della Sera abbia approntato una battaglia scandalistica contro Antonio Di Pietro per rendere un favore a Silvio Berlusconi. E’ credibile che le inchieste e le foto apparse sul Corrierone abbiano ben altra finalità, favorire un cambio di guardia nell’Italia dei Valori (partito fondato da Di Pietro) per indebolire lo stesso Idv. Un giochetto che farebbe guadagnare consensi al Pd, grazie all’eliminazione del fronte dipietrista nell’opposizione italiana. E per ammantare d’intellettualità la manovra, il Corriere finge di fare una favore a Luigi de Magistris, quindi all’area intellettualesca dell’Idv (Pancho Pardi, Flores d’Arcais, de Magistris) che da mesi chiede un cambio di guardia nel partito e la violenta defenestrazione di chi cela trascorsi democristiani e socialisti. In nome di questa fantomatica caccia alle streghe nell’Idv si consuma da mesi una lenta epurazione, scandita per altro da fughe d’eletti in altre formazioni. In nome della pura razza onesta, de Magistris gira come una trottola per le sedi Idv di tutt’Italia. Ed in Molise (terra natia di Di Pietro) l’europarlamentare de Magistris è stato già ribattezzato il “l’ultimo inquisitore”. Altri si spingo anche oltre sostenendo “Tomás de Torquemada è tornato tra noi, è il giudice de Magistris”. Con questo clima politicamente insalubre, mentre per le strade si fa forte l’odore ferruginoso del sangue, preceduto dalla urla dei vocianti dei sanculotti, s’apre il primo congresso del partito giacobino. Quel partito dei giudici, l’Italia dei valori appunto, che se venisse privato da Di Pietro perderebbe l’ultima traccia di moderazione. Questo è anche nei desiderata del Pd che, col tramonto di Di Pietro, lascerebbe che l’Idv si distrugga con le proprie mani.

“La candidatura di Francesco Barbato alla presidenza dell’Idv serve ad arginare una possibile discesa in campo di Luigi De Magistris contro Di Pietro in congresso”: ha ammesso a Radio Radicale il deputato dell’Idv Antonio Razzi (primo firmatario della mozione a sostegno della candidatura di Francesco Barbato). “Se De Magistris si candidasse contro Di Pietro sarebbe offensivo - dice Razzi - altro il caso di Barbato, che lo fa con uno spirito diverso. Barbato mi ha detto che con la sua candidatura spera di fermare De Magistris”. Speranza grama, e perché de Magistris avanza innebriato di gioia giacobina. Infatti: “Serve più trasparenza e maggiore democrazia”, il congresso dell’Idv s’apre con questa denuncia della “Base” (componente che fa comunque capo a de Magistris) e che, a poche ore dall’inizio della due giorni di conclave, annuncia “l’appoggio alla candidatura di Francesco Barbato alla presidenza del partito”. “La base Idv è un movimento che riunisce gruppi locali che contestano la gestione dittatoriale e oligarchica del partito - continuano i seguaci della componente intellettualesca -. Siamo iscritti all’Idv che hanno visto respinta la loro adesione al partito, o che sono stati sospesi perché in contrasto con la linea imposta dall’alto”. “Democrazia e glasnost” sono le parole d’ordine dei rivoltosi che accusano l’ex pm di Milano di “dirigere in modo dittatoriale il partito”. La mozione che potrebbe disarcionare Di Pietro si basa su tre punti principali: istituzione di una vicepresidenza, primarie prima interne e poi aperte a tutti per scegliere presidente e vicepresidente, elezione del tesoriere del partito da parte dell’assemblea nazionale. “La Base” non nasconde la propria simpatia per Luigi De Magistris: “Di Pietro - spiegano - deve capire che De Magistris ha preso più voti di lui alle ultime Europee ed è assurdo che non abbia peso nel partito”.  Quanto ai rapporti tra De Magistris e Di Pietro, si dice che siano prossimi alla zuffa, una sorta di “diarchia felina” pronta alle vie di fatto. Particolare non secondario è che Di Pietro sta in politica da oltre 15 anni, ed ha saputo mantenere a galla l’Idv anche durante i peggiori fortunali. Invece de Magistris è un novizio, che potrebbe immolare il partito sull’altare del Pd. Così finirebbe la diarchia nell’opposizione italiana, e Bersani tornerebbe dominus delle sinistre.

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