Memorabile concerto di Roger Waters al Circo Massimo

Migliaia di fans acclamano Roger Waters al Circo Massimo. L’area archeologica della capitale è letteralmente invasa da una moltitudine di persone per assistere alla trionfale conclusione del tour estivo di “Us + Them”. Si è trattato di qualcosa di più di un concerto. Un evento che si è caratterizzato per la musica straordinariamente vitale immersa in uno spettacolo ipertecnologico. Il palco sul quale canta l’ex Pink Floyd è dominato da un gigantesco schermo, grande 66 metri per 12. Lo spettacolo si muove su due binari paralleli. Due regie. Due idee di spettacolo. Ogni esibizione è arricchita da colori, foto e immagini. L’inizio del concerto è folgorante. Si parte con “Breathe”, da “Dark Side of the Moon”, seguita da “One of these days” da “Meddle”. E poi, “Time” e “The great gig in the sky”.  La band, sul palco, si muove lentamente. Suona in maniera quasi statica. Ma il concerto per Waters non è fatto soltanto di musica. “Se non prendete posizione − sostiene − se non scegliete di opporvi, di fare politica, di partecipare, lascerete che chi ci governa distrugga questo pianeta”. Poi, la rockstar suona “Déjà vu”, “The Last Refugee” e “Picture that”.

Ma infiamma il Circo Massimo intonando la straordinaria “Wish you were here”, dai Pink Floyd. Non solo. Va avanti con la celeberrima “Another brick in the wall”, suonata insieme a dodici studenti del Liceo Walter Gropius di Potenza. I ragazzi mettono in piedi una semplice coreografia, indossando una maglietta con su scritto “Resist”. Sullo schermo appaiono le immagini dei leader mondiali, da Trump a Putin, da Angela Merkel a Macron, da Theresa May a Erdogan. In cielo vola un maiale enorme, sul cui fianco campeggia una scritta in italiano, “Restiamo umani”. Poi, è tempo di “Money”. Il finale è dedicato a “Brain damage” e Eclipse”. Ma non è finita. C’è tempo per i bis: “The Wall”, “Mother” e “Comfortably Numb”. Quando si conclude il brano partono i fuochi d’artificio. È la fine di un concerto memorabile. Un autentico trionfo per Roger Waters.