Lo sviluppo umano si fonda sulle risorse naturali, ma si misura attraverso il rispetto che gli uomini riservano per la madre terra. Lo sapevano bene i greci antichi - Mai nulla di troppo, solevano dire. Era quello un monito a non superare quei confini posti dalla natura sul mondo degli uomini.

La modernità ha stravolto questo approccio. Da una parte la tecnica ha permesso (giustamente) di liberar​c​i da tutta una serie di difficoltà materiali, dall’altra però ha fondato un mondo nuovo tecnicamente guidato che rischia di soverchiare (in realtà, lo ha già fatto) quello naturale. Una delle iniziative maggiormente di pregio volte al perseguimento di una corretta simbiosi tra uomo e ambiente è il progetto messo in campo dalla Federazione italiana diritti umani: la neo costituita Commissione Ambiente e Innovazione della Fidu, composta e promossa da esperti e personalità di fama mondiale, è finalizzata alla promozione di uno sviluppo eco-sostenibile capace di stabilire armonia tra uomini e ambiente. Per sensibilizzare le coscienze al fine di comprendere che uno sviluppo che rispetti la natura è anche uno sviluppo che rispetta l’uomo e i suoi diritti (per non parlare della salute).

Ieri, presso la Sala caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, la Fidu ha tenuto una conferenza stampa per presentare i lavori della suddetta Commissione. La senatrice Assuntela Messina, membro della Commissione Territorio e Ambiente, ha aderito all’iniziativa osservando come “il tema dell’ambiente debba essere declinato insieme al principio della tutela della persona”, ​sottolineando l’importanza dell’educazione delle nuove generazioni alla sensibilità ambientale. “Bisogna evitare forme di ‘antropocentrismo utilitaristico’ – ha aggiunto – che danneggino l’ambiente”.

Un​ concetto simile a que​l​l’atteggiamento prometeico verso la natura definito dal filosofo Pierre Hadot, ovvero quel tipo di comportamento volto a massimizzare i fini anche a costo di dimenticare la salvaguardia dell’ambiente. E allora la senatrice ha osservato come sarebbe utile lavorare in nome di un “antropocentrismo illuminato, che consideri la dimensione dell’ambiente sullo stesso piano di quello sociale”.

 I futuri lavori della Commissione saranno concentrati in cinque settori principali, (agroalimentare, rinnovabili, smart cities, turismo sostenibile e scuola). Antonio Stango, presidente Fidu, ha affermato: “È un giorno importante per la nostra organizzazione. Stiamo dando un segnale concreto volto a sottolineare l’importanza del diritto umano nell’ambiente. Iniziamo un percorso lungo tre anni che sarà fatto anche di strade poco battute e di linguaggi non convenzionali”.

Quest’ultimo sarà uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa - come spiegato da Claudia Laricchia, che presiederà la Commissione nei prossimi anni, si darà largo spazio a tutte quelle forme espressive capaci di produrre una sensibilizzazione dei cittadini: “È necessario parlare a un livello emotivo e esperienziale più profondo. L’azione della commissione sarà realizzata dando ampio spazio all’arte, alla musica e alla creatività, senza dimenticare l’importanza dell’educazione ai temi ambientali”.

Di fatto alla presentazione hanno partecipato gli artisti Davide Giannoni e Francesca Pasquinucci, che hanno realizzato il manifesto No Planet B (nella foto) che va a illustrare in maniera efficace e immediata lo spirito del progetto. Durante la presentazione è stata più volte richiamata l’Enciclica Laudato sii di Papa Francesco, molto attenta ai valori ambientali. Hanno dato infine il loro saluto il senatore Roberto Rampi, in collegamento da Strasburgo, e Maria Cristina Finucci, architetto e noto artista che ha fondato, nel 2013, il Garbage Patch State, un’isola di 700mila metri quadri nel Pacifico completamente ricoperta di plastica. La Finucci ha ricordato come la vita sul pianeta sia legata all’ambiente e ad un armonico utilizzo delle risors​e, concludendo: “L’arte è uno dei veicoli più importanti per comunicare questi valori”.