Il Premio Ara Pacis assegnato al generale Figliuolo

Il riconoscimento creato dal Rotary Italia nel 1968

Si è svolta nella sala dell’auditorium del Museo dell’Ara Pacis a Roma la cerimonia dell’assegnazione del Premio Ara Pacis organizzato dal Rotary Club Roma Sud. Il prestigioso premio, giunto alla sua 53ma edizione, è stato attribuito al generale Francesco Paolo Figliuolo, “per ribadirne la straordinaria opera di organizzazione e distribuzione dei vaccini contro il Covid-19, azione immediata, efficace con modalità che hanno reso il nostro Paese un modello da imitare”. La storia del luogo e del premio offrono tanti argomenti e spunti interessanti. Parliamo del “Tempio della pace”, altare che risale al 9 a.C., poi collocato nel 1937 in un padiglione progettato da Vittorio Ballio Morpurgo. I danneggiamenti della Seconda guerra mondiale richiesero un restauro che si concluse nel 1970. L’azione fu ideata, proposta e realizzata a tempo di record in pochi mesi grazie anche all’impegno dei Club Rotary di Roma e in particolare di Antonio Tranquilli, socio del Roma Sud, che seguì instancabilmente i lavori. A lui il Comune di Roma conferì il titolo di conservatore onorario dell’Ara Pacis Augustae. Gli interventi che risalgono agli ultimi anni sono fin troppo noti.

Fu proprio nel 1969 con la presidenza di Carlo d’Amelio, Rotary Club Roma Sud, che aveva scelto come proprio simbolo l’Ara Pacis, che si istituì il premio destinandolo annualmente a persone o ad enti che nel mondo abbiano contribuito allo sviluppo della solidarietà umana. Dal 2004 il premio è nazionale ed è il risultato di una votazione di tutti i distretti che si esprimono su una lista di nomi proposti. Il coordinamento dei lavori è da sempre curato da Daniela Tranquilli Franceschetti e la collaborazione di Mirella Trinca Astolfi. L’elenco dei premiati è lungo e si va dal Fai all’Unesco, da Sofia Corradi (progetto Erasmus) al Banco alimentare, dall’Associazione dei volontari del sangue a un Papa: Giovanni Paolo II che ricevette e benedisse circa 16mila rotariani in occasione dell’Anno Santo. Fu un segnale importante perché concludeva e confermava, come già aveva fatto anche Paolo VI, che non esiste alcun legame tra le attività del Rotary con la Massoneria in ogni sua forma. Oggi infatti è permesso ai sacerdoti di partecipare alle attività dei club.

A ricevere fisicamente il Premio Ara Pacis, alla presenza della dottoressa Lucia Spagnuolo e consegnato dall’avvocato Gattamelata, è stato il tenente generale Antonio Battistini, stretto collaboratore, del generale Figliuolo, che ha spiegato con molta semplicità l’immenso lavoro svolto per arrivare a vaccinare il 94 per cento della popolazione italiana. Il pubblico ha seguito con particolare attenzione e silenzio le riflessioni di uno dei responsabili della nostra protezione dai virus e da agenti infettivi che possono attaccare uomini e animali dimostrando che il nostro Paese ha strutture e personale, non solo militari, di grande preparazione ed efficacia.

Sullo sfondo dell’auditorium era proiettata la motivazione del premio: “Abituato a combattere in terreni difficili il generale Figliuolo è riuscito a sconfiggere e a vincere la grande battaglia contro il Covid-19, con la sua capacità, con la sua umiltà, con la sua signorilità, senza mai creare polemiche, con un grande lavoro personale e con un grande lavoro di squadra dimostrato di essere un leader. Un leader che ha sempre lavorato al di sopra di ogni interesse personale. Questo è quello che il Rotary promuove: essere al servizio degli altri al di sopra di ogni interesse personale. In chiusura il tenente generale Battistini ha voluto ricordare e ringraziare i cittadini italiani che hanno risposto in modo esemplare alla necessità di vaccinarsi perché senza di loro nessuno avrebbe vinto. Un lungo e caloroso applauso ha concluso la cerimonia mentre veniva eseguito l’Inno d’Italia.