Fallico (Intesa), faro su Russia ma anche su Eurasia

Il mondo non è più “bipolare” ma “multipolare” ed è necessario che l’Italia sia pronta a “raccogliere le opportunità” che in Russia e nell’intera Unione Economica Euroasiatica si stanno aprendo. È il messaggio lanciato da Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e “motore” dell’associazione “Conoscere Eurasia”, che ieri a Verona ha celebrato il decennale del suo forum.

“L’unico appuntamento italiano ed europeo - ha sottolineato Fallico in un’intervista all’Ansa - dedicato alle relazioni e agli affari tra l’Italia e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica”. La Russia, essendo la locomotiva dell’Unione Euroasiatica, è ovviamente al centro del forum e nonostante le sanzioni siano ancora in vigore la fase più acuta della crisi sembra ormai essere alle spalle.

“Le aziende hanno dimostrato di saper andare oltre e hanno avuto il merito di riaprire il dialogo interrotto dalle manovre della politica dei ‘grandi’ decisori internazionali, invertendo così il segno delle esportazioni italiane che nel primo semestre di quest’anno hanno ripreso a correre: +24,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016 per un valore di 3,8 miliardi di euro”, ha spiegato Fallico. Le possibilità di crescita sono consistenti, specie nella “tecnologia avanzata in campo industriale, aerospaziale, farmaceutico” ma anche quello “dell’agroindustria e della meccatronica”. “Qui l’Italia ha tutte le carte in regola per partecipare ai tender e per attuare nuove partnership strategiche con queste economie avide d’innovazione”. Perché, per l’appunto, non esiste solo la Russia. “L’Unione Economica Eurasiatica è una realtà collaudata e consolidata anche se l’Unione europea non la vuole ancora riconoscere ufficialmente”, ha continuato Fallico.

Nel frattempo, l’Eurasia “stringe accordi” ad Est: “Dalla Cina all’India, passando da Israele, il Vietnam e anche l’Iran”. Occorre dunque “prendere coscienza” che non esiste più una politica e un’economia bipolare. “La sfida - ha ammonito Fallico - è quella di ammettere che lavoriamo in un sistema multipolare e che gli interessi dei popoli e del business non sempre coincidono con quelli che ci vengono imposti dall’attuale politica internazionale”.

Per chi ha voglia di crederci, Fallico consiglia di marcare più da vicino Paesi come “Bielorussia e Kazakistan” che rappresentano, in questo momento, “due mercati in evoluzione e molto promettenti sul fronte del business”. “I segnali di recupero su questi Paesi sono dovuti alla forte spinta innovativa e infrastrutturale che stanno attraversando: ciò amplifica la domanda e le potenzialità di affari per le aziende italiane”.