Il Comune di Adria come “hub” per l’ecoturismo e la tutela del patrimonio liquido

Il Comune di Adria si appresta a indire un “hub” per l’ecoturismo e la valorizzazione del patrimonio liquido, grazie alla sinergia nata tra il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua, il Water Museum of Venice, l’Unesco e l’amministrazione comunale della Città di Adria, rappresentata dal Sindaco Omar Barbierato. Unire sensibilizzazione e scoperta del paesaggio ha un valore aggiuntivo se ad una visione ecologica del turismo aggiungiamo la valorizzazione e la conoscenza di un bene fondamentale ed essenziale per tutti gli esseri umani, quale è l’acqua.

La scoperta del territorio va inserendosi all’interno di ingranaggi di tutela ed educazione ambientale applicando una riduzione dei consumi, sensibilizzando sia il personale che i clienti di una determinata struttura o amministrazione all’uso idrico responsabile e ove possibile, raccolta e riutilizzo delle acque piovane. Ad Adria è stato presentato ed analizzato il progetto del portale enunciandone le potenzialità a livello turistico: ogni sito inserito nella Rete è infatti geolocalizzato e descritto nei dettagli. Grazie alla rete che va intensificandosi tra il Comune e gli ideatori del progetto, sostenuto da una risoluzione dell’Unesco e finanziato dalla Fondazione Cariparo, si sta lavorando all’avvio di un corso universitario legato all’Acqua e al Turismo sostenibile che coinvolga anche le eccellenze del territorio e numerosi attori nazionali e internazionali.

L’Unesco è incaricata di indirizzare e coordinare l’impegno a favore dell’Educazione nell’Agenda 2030, un programma globale per eliminare la povertà attraverso i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs). Molte aree del pianeta, tra cui molti paesi della costa sud del mediterraneo, presentano valori di disponibilità pro capite inferiore a mille metri cubi per abitante per anno, che convenzionalmente definisce la soglia limite della scarsità idrica. Inoltre, il consumo idrico a livello globale ha subito una fortissima crescita nel XX secolo per l’aumento della popolazione, per l’incremento delle superfici irrigate e per le crescenti richieste da parte delle industrie che ha comportato un aumento della cosiddetta impronta idrica. La nostra contemporaneità richiede l’elaborazione e l’approfondimento di importanti aspetti e nuovi obiettivi globali per un nuovo approccio all’acqua: il tentativo di unire cultura, sviluppo sostenibile e nuova visione dell’attualità e della geopolitica dell’acqua.

L’obiettivo è valorizzare una “nuova cultura dell’acqua” al centro di ogni approccio progettuale sui fiumi in ottica transdisciplinare, sostenere maggiormente le azioni educative rivolte alle nuove generazioni a tutti i livelli. Il patrimonio liquido mondiale è una risorsa che potrebbe essere valorizzata, si pensi all’ecoturismo, ma gli scenari legati alle potenze statuali e il gioco commerciale di strutture economiche sovranazionali inducono a guardare al bene acqua come risorsa da accaparrare e giostrare, in considerazione della sua scarsità ed essenzialità per la vita. Adria, porta del Parco Regionale del Delta de Po riconosciuto nel 2105 riserva Mab Unesco, potrebbe divenire un incubatore internazionale di buone pratiche per l’utilizzo del patrimonio liquido, strutturando iniziative accademiche e di approfondimento con una visione internazionale e sostenendo l’idea di gemellaggi con altri comuni di altri paesi che hanno sostenuto politiche ecologiche e sostenibili di approccio all’acqua e al patrimonio idraulico.

Un hub nazionale e internazionale che ponga al centro dell’interesse politico e pubblico la visione dell’acqua, il nostro futuro in rapporto a tale elemento e valorizzando le eccellenze locali. L’obiettivo politico e culturale è quello di sensibilizzare le giovani generazioni sulle problematiche legate a questa preziosa risorsa con particolare riferimento alla difesa del territorio dagli eventi alluvionali, alla lotta alla scarsità idrica, al cambiamento climatico e alla difesa dall’inquinamento si pensi all’emergenza delle plastiche. Un esempio che possa essere imitato anche in altri comuni della nostra ricca ma fragile penisola.

(*) Componente del team del Water Museum of Venice e presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi)

(**) Assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Adria