Bollette più care in Italia: è la crisi energetica, bellezza

Ristorazione, ricettività, trasporti: il problema del caro energia è un fardello per le famiglie e le imprese del nostro Paese. Un’indagine di Confcommercio e Nomisma aveva già evidenziato che per l’elettricità negozi, bar, alberghi pagheranno quest’anno una bolletta circa il doppio più pesante di quella francese. Sugli autotrasportatori, allo stesso tempo, si farà sentire il raddoppio del costo del metano oltre a una più ampia spesa all’anno per il gasolio di quasi 10mila euro per ogni mezzo pesante.

Crisi disomogenea nei singoli Stati

Confcommercio, nella nota allestita con Nomisma, ha detto: “La crisi energetica che sta investendo l’Europa si sta scaricando in maniera disomogenea sui singoli Paesi, da una parte per la loro diversa esposizione ai mercati internazionali, dall’altra per le differenti modalità di intervento nel tentare di contenere le tariffe. E l’Italia, purtroppo, è il Paese che è messo peggio, non solo per la maggiore esposizione ai mercati internazionali, in particolare a quelli che hanno registrato un’esplosione dei prezzi del gas, ma soprattutto perché il Governo italiano, a differenza di altri Paesi, ha pochi strumenti per potere intervenire in quanto le sue azioni finiscono per scaricarsi su un debito pubblico già molto alto”.

La stessa Confcommercio ha ricordato, per esempio, che la “Francia è intervenuta, limitando l’aumento delle tariffe grazie al nucleare, mentre la Germania, che ha molto carbone, ha avuto aumenti inferiori perché meno esposta al forte aumento dei prezzi del gas. Ed entrambi i Paesi possono destinare maggiori risorse di bilancio a compensazione degli aumenti”.

Per queste ragioni, ha continuato Confcommercio, “in Italia i prezzi dell’elettricità per le imprese sono cresciuti più che negli altri Paesi. Un confronto fra un campione di attività tipiche in Italia con le stesse attività in Francia e Germania, a parità di consumi di elettricità, permette di evidenziare l’ampio svantaggio delle attività commerciali e turistiche italiane. Ad esempio, un albergo di medie dimensioni in Italia quest’anno, con i prezzi del gennaio 2022, pagherà una bolletta elettrica di 104mila euro, il doppio rispetto alla Francia e oltre il 21 per cento in più della Germania. Un ristorante in Italia avrà una bolletta elettrica di 13.650 euro, quasi il doppio rispetto a una simile situazione in Francia e il 15 per cento in più della Germania. Differenziali simili si riscontrano anche per i negozi e per i bar. Le misure fino ad ora decise dal Governo italiano – sottolinea Confcommercio – hanno potuto poco nel limitare l’ampio divario di costo che le imprese commerciali e turistiche devono sopportare”.

Situazione trasporti

Lo studio, poi, ha toccato la questione dei trasporti che per la crisi energetica “ha comportato addirittura un raddoppio, in un anno, del costo del metano per autotrazione che è passato da valori, stabili da anni, intorno a 1 euro per chilogrammo fino agli attuali valori di quasi 2 euro. Questo incremento ha, quindi, reso inutilizzabile l’unica alternativa al gasolio nel trasporto pesante, il gas naturale liquefatto, con molti mezzi puliti alimentati con questo carburante costretti a rimanere fermi nei piazzali. Negli ultimi mesi, inoltre, stanno salendo anche i prezzi del petrolio che trascinano quelli del gasolio diesel, il prodotto utilizzato dalla logistica italiana. Gli aumenti in un anno sono dell’ordine dei 30 centesimi per litro che hanno portato i prezzi di nuovo verso la soglia di 1,7 euro per litro che non si raggiungeva dal 2012. L’impatto di questo aumento per un autotrasportatore che in un anno percorre 100mila chilometri e consuma circa 33mila litri di gasolio è di una maggiore spesa di circa 10mila euro all’anno. Ma c’è anche un effetto negativo – è spiegato – sulla competitività in quanto peggiora il divario con i Paesi dell’Europa dell’Est, quelli che più concorrono con i nostri trasportatori e che possono godere di prezzi del gasolio più bassi grazie a una minore tassazione”.

Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, “il caro energia senza precedenti è insostenibile per il settore del terziario già allo stremo per la pandemia. Chiediamo subito al Governo maggiori sostegni per le imprese più colpite dalla crisi, riducendo nello stesso tempo l’Iva su bollette elettriche e carburanti. Serve inoltre un deciso cambio di passo nella politica energetica con misure strutturali per ridurre la dipendenza dalle forniture estere”.